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Legnano diventa il laboratorio del progetto MAMELI: come geni, ambiente e stile di vita determinano la nostra salute

E’ stato presentato questa mattina a Legnano, venerdì 6 ottobre, il nuovo progetto denominato “MAMELI”, firmato dalla legnanese Valentina Bollati, professore Associato del Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’Università degli Studi di Milano, che partirà nelle prossime settimane

Si tratta di un progetto scientifico, dove “MAMELI” sta per “MApping the Methylation of repetitive elements to track the Exposome effects on health: the city of Legnano as a LIving lab”, in italiano “Mappare la metilazione degli elementi ripetuti per tracciare gli effetti dell’esposoma sulla salute umana: la Città di Legnano come “laboratorio vivente”, finanziato per 3 milioni di euro dal Consiglio Europeo per la Ricerca.

Come si legge in una nota, il progetto è sostenuto dall’Amministrazione comunale, da AVIS Milano e Legnano, con il coinvolgimento dell’Università di Parma, dell’Università dell’Insubria e dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

Obiettivo principale di MAMELI è studiare i meccanismi epigenetici (quelle modificazioni nell’espressione dei nostri geni che non prevedono un’alterazione della composizione in basi del nostro DNA) che mediano l’effetto dell’esposoma sulla salute. L’esposoma rappresenta l’insieme di tutti quei fattori – interni ed esterni – che influenzano la salute umana nel corso della vita. Il legame tra esposoma e salute è supportato da un’evidenza: lo sviluppo di uno stato di malattia è in gran parte determinato da fattori di rischio comportamentali, ambientali e occupazionali, molti dei quali sono, almeno potenzialmente, modificabili.

MAMELI, a Legnano, punta a creare un laboratorio per investigare l’ampia gamma di fattori ambientali in un sistema relativamente controllato, sfruttando l’insieme di fattori di rischio comportamentali, ambientali e occupazionali riscontrati in una popolazione urbana. Il progetto coinvolgerà 6.200 residenti in città: i primi 200 scelti tra i volontari di AVIS Legnano. In una seconda fase, a primavera dell’anno prossimo, si punta a coivolgere 6mila cittadini, in buona salute e maggiorenni, per proseguire nei test che permetteranno di raccogliere informazioni, anche tramite un braccialetto (FitBit) per registrare il battito cardiaco e la sua variabilità, la qualità del sonno e il livello di attività fisica. Un’app raccoglierà quotidianamente informazioni sul consumo di acqua o alcool, il fumo e l’umore attraverso domande rapide durante il giorno. Con l’attivazione della funzione GPS sul cellulare, che registrerà la posizione dei soggetti, sarà inoltre possibile conoscere l’esposizione all’inquinamento dell’aria e identificare la permanenza in aree verdi piuttosto che in zone molto trafficate. Un collaboratore del progetto raccoglierà i dati riportati dal braccialetto e dall’app. Per proteggere la riservatezza delle persone coinvolte, tutte le informazioni e i campioni biologici raccolti saranno privati di ogni riferimento personale e identificati solamente tramite una sequenza numerica di 10 cifre. La tutela della privacy è un punto cardine per i ricercatori di MAMELI.

Tutti i soggetti reclutati andranno a costituire la “Coorte MAMELI”. I risultati ottenuti dalla Coorte MAMELI saranno fondamentali per identificare le relazioni tra fattori ambientali, stile di vita e benessere generale. Queste informazioni potranno essere utilizzate per sviluppare strategie di prevenzione e migliorare la salute pubblica.

E’ un orgoglio per Legnano partecipare a questo progetto di elevatissimo livello scientifico. Un progetto che farà bene alla città”, hanno commentato insieme il sindaco Lorenzo Radice e il suo vice Anna Pavan. Gli sviluppi del progetto proseguiranno nei prossimi cinque anni.

Per informazioni su MAMELI e per visualizzare il suo stato di avanzamento è possibile consultare il sito internet https://mameli.unimi.it/

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