martedì, 13 Ottobre 2026
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L’Amministrazione comunale di Busto Arsizio si appella ai supermercati per il rispetto delle regole anti Covid-19

(Foto da web - Bitmat.it)

Pochi giorni a Pasqua e l’Amministrazione comunale di Busto Arsizio corre ai ripari, prevedendo un aumento del flusso di clientela nei supermercati della città, con un conseguente aumento del rischio di assembramenti o di comportamenti poco prudenti.

Così, proprio per invitare i punti vendita al rispetto dei protocolli utili a prevenire o a ridurre il rischio di contagio, il Comune ha diffuso un invito ai responsabili dei supermercati, come già avvenuto in passato.

“Abbiamo ritenuto utile richiamare l’attenzione dei responsabili dei supermercati alle norme in vigore, a cui devono peraltro attenersi tutti i punti vendita aperti in questo periodo. Con l’avvicinarsi delle festività pasquali e alla luce delle limitazioni imposte agli spostamenti, è ragionevole prevedere un consistente aumento delle presenze nei supermercati fino a sabato. La regolamentazione di questi flussi e la vigilanza circa l’adozione delle prescrizioni risultano quindi di particolare importanza a tutela della stessa clientela, così come del personale in servizio”, il commento del vicesindaco e assessore allo Sviluppo del territorio, Manuela Maffioli.

Nella lettera inviata ai supermercati si ricorda che è obbligatorio far rispettare l’accesso regolamentato e scaglionato, in proporzione alla superficie aperta al pubblico, differenziando, ove possibile, percorsi di entrata e di uscita; deve essere esposta adeguata informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata; deve essere resa obbligatoria la disinfezione delle mani prima della manipolazione della merce o devono essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente.

Necessario esercitare un controllo su queste operazioni, da affidare a personale posto all’ingresso dei punti vendita. Ai supermercati si raccomanda di mantenere la precauzione già adottata un anno fa, e attualmente non obbligatoria, di rilevare la temperatura corporea ai propri clienti, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 °C.

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