L’Ordine degli Psicologi e delle Psicologhe della Lombardia, in linea con la propria missione di prevenire e contrastare ogni forma di violenza – sperimentata, perpetrata o testimoniata – ha compiuto un altro passo in avanti nel percorso di collaborazione con le Forze Armate.
Dopo la firma dei Protocolli di Intesa nazionali siglati tra il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) e le istituzioni militari e la firma dell’accordo operativo per la Lombardia nel 2024, nei giorni scorsi l’Ordine lombardo e l’Arma dei Carabinieri hanno rinnovato la loro collaborazione.
Come spiegato in una nota, grazie a un dialogo costruttivo e costante, dal 2014 l’Arma dei Carabinieri ha istituito la Rete Nazionale per il monitoraggio della violenza di genere, avvalendosi di ufficiali specializzati formati all’Istituto Superiore di Tecniche Investigative per supportare le indagini sul territorio e assistere le vittime nel percorso di denuncia. Ad aprile 2017, la firma del Protocollo d’intesa ha segnato l’impegno a divulgare tematiche psicologiche di rilievo sociale, favorendo la formazione del personale dell’Arma su questi argomenti critici e nel novembre 2021 l’attivazione del Progetto implementativo del Protocollo ha visto l’Ordine impegnarsi a tenere seminari formativi, arricchendo le competenze in psicologia comportamentale del personale dell’Arma, per un miglior approccio con le vittime vulnerabili.
E per dare piena attuazione all’Accordo operativo, l’Ordine degli Psicologi e delle Psicologhe della Lombardia si dedicherà attivamente all’organizzazione di otto seminari formativi in diverse località della regione, per arricchire le competenze in psicologia comportamentale del personale dell’Arma per un miglior approccio con le vittime vulnerabili.
Il primo incontro si terrà a Milano lunedì 19 ottobre. Apriranno i lavori i saluti istituzionali della Presidente dell’Ordine degli Psicologi e delle Psicologhe della Lombardia, Valentina Di Mattei e dei rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri.
“Il momento in cui una persona che vive una situazione di violenza chiede aiuto, presenta una denuncia o si rivolge alle Forze dell’Ordine rappresenta una fase particolarmente delicata. Le modalità del primo contatto con le istituzioni possono incidere sul percorso successivo: un’accoglienza adeguata, un ascolto non giudicante e la disponibilità di informazioni chiare consentono di rilevare i bisogni della persona, ridurre il rischio di vittimizzazione secondaria e favorire decisioni consapevoli rispetto ai passaggi successivi. Per questo è fondamentale un ascolto capace di riconoscere la complessità dell’esperienza vissuta, ma anche le risorse della persona e la sua capacità di compiere scelte consapevoli. Il rinnovo della collaborazione rafforzare le competenze necessarie a gestire il primo contatto con chi chiede aiuto e contribuire a creare le condizioni perché questa richiesta possa essere ascoltata e trovare continuità nel percorso successivo”, il commento di Valentina Di Mattei, Presidente dell’Ordine degli Psicologi e delle Psicologhe della Lombardia al momento della firma del rinnovo dell’accordo.


















