Ecco l’ultima fatica di Bianca Pitzorno: “La sonnambula”, pubblicato da Bompiani nel 2026. Dal 1970 ad oggi la scrittrice Pitzorno ha pubblicato più di settanta opere, tra cui romanzi per ragazzi, vendendo in Italia più di due milioni di copie.
“La sonnambula” è un romanzo storico ambientato nella Sardegna di fine Ottocento, che merita di essere letto per il potente ritratto di donne che trasformano l’inganno in potere.
L’autrice, con la sua lunga esperienza di narratrice, mescola mistero e un ritratto sociale femminile brillante incentrato sulla protagonista Ofelia, che usa la preveggenza per emanciparsi. È opportuno precisare che, alla fine dell’Ottocento, la parola “sonnambula” non indicava la donna che camminava o agiva nel sonno, ma una donna che cadeva in trance e prediceva il futuro. Una sensitiva.
La protagonista, Ofelia Rossi, è una donna che fugge da un matrimonio violento e si costruisce una nuova vita da sola e in modo indipendente. Dietro il suo nome fittizio, si guadagnava da vivere offrendo profezie e presagi, perché possedeva un dono (o una maledizione?): cadeva in trance incontrollabili e si risvegliava con la capacità di prevedere il futuro.
Ofelia riceveva soprattutto donne di ogni estrazione sociale, nel suo salotto da marchesa, spesso madri e mogli annoiate dai mariti. Un giorno, riceve un uomo a cui è appena morta la moglie: l’ingegner Lualdi. Superato il dolore della scomparsa, l’uomo si innamora della sonnambula ed è ricambiato.
Romanzo piacevole, scrittura elegante ma implacabile, capace di unire intrattenimento e riflessione sociale. Attraverso il salotto di Ofelia emerge un mondo al femminile ricco di solidarietà, curiosità e intelligenza.



















