Sono quasi 300 i detenuti spostati in altre strutture, nella giornata di ieri, domenica 14 dicembre, dopo l’incendio scoppiato nella notte nel carcere di San Vittore a Milano.
Giornata difficile quella di sabato 13, infatti, quando nella casa di reclusione si è verificato un principio di incendio al mattino, quindi nelle ore successive, quando era già notte, un rogo più importante che ha reso necessario evacuare 270 detenuti: 140 sono stati accompagnati nel carcere di Bollate, hinterland Nord di Milano, e gli altri divisi in altre strutture circondariali, con i pullman della Polizia penitenziaria.
Inagibile a San Vittore il terzo raggio, mentre si lavora per stabilire quando le celle potranno tornare ad essere abitate. I danni dell’incendio, fortunatamente, hanno riguardato soltanto l’edificio, mentre nessuno è rimasto ferito o intossicato.
E la vicenda ha riportato alla ribalta il tema del sovraffollamento degli istituti di pena: nel carcere di San Vittore 1100 presenze, prima dell’incendio, quando la struttura ne potrebbe accogliere meno di 750.
E al sovrapopolamento si aggiungono anche le mancate manutenzioni e la vetustà del carcere nel suo insieme, costruito nel 1879, da ristutturare o dismettere del tutto, come denunciano i sindacati di Polizia penitenziaria Osapp e Uilpa, che auspicano politiche adeguate e solerti rispetto alla questione.



















