Pomeriggio di apprensione oggi a Legnano, dove un operaio di un cantiere edile in via Carlo Porta si è arrampicato su una gru, e ha minacciato di lasciarsi cadere nel vuoto, se non fosse stata data risposta alle sue istanze.
Alle 22.40 il giovane è stato convinto a scendere da alcuni sindacalisti, giunti per comprendere le ragioni della sua protesta, inscenata a venti metri da terra.
Il lavoratore, un giovane di ventidue anni, ha chiesto per tutto il pomeriggio che gli fossero corrisposti gli stipendi arretrati, da parte di una società per cui lavora, subappaltata da ALER, titolare del cantiere in cui si lavora a Legnano per la realizzazione di una cinquantina di nuovi appartamenti.
Alle 16.30 è stato raggiunto dai Vigili del fuoco che gli hanno portato da mangiare e da bere, continuando a rimanere barricato nella cabina della gru. Sul posto anche i Carabinieri, la Polizia, un’ambulanza. Da terra hanno comunicato con il ragazzo anche i colleghi di lavoro, per convincerlo a scendere.
Alle 19.30 una delegazione sindacale, da Fillea CGIL Ticino Olona, Filca CISL Milano Metropoli, Feneal UIL Milano Lodi Pavia, ha raggiunto il cantiere, per parlare con il lavoratore.
Secondo quanto riferito dai sindacalisti, il ragazzo lavora per conto della ditta Seli, senza esserne dipendente diretto, il cui titolare sarebbe un egiziano non in grado al momento di corrispondere gli stipendi ai suoi collaboratori, cinque operai più il giovane sulla gru.
I sindacalisti si sono detti intenzionati a trovare una soluzione nei prossimi giorni, per la tutela dei lavoratori coinvolti nella vicenda.


















