E’ successo nella serata di ieri a Legnano, durante il Consiglio comunale: il sindaco Lorenzo Radice, la giunta e i consiglieri di maggioranza hanno abbandonato l’aula consiliare, dopo una discussione avvenuta tra il consigliere della Lega Daniela Laffusa e l’assessore alle Opere pubbliche Marco Bianchi.
Laffusa avrebbe ipotizzato che, a proposito di un giardino privato tra via Moscova e via Santa Teresa, “qualcuno che faceva parte della maggioranza” starebbe chiedendo di avere il verde davanti a casa, “facendo pressioni”.
Insinuazione che ha indignato Radice e tutti gli assessori, che hanno deciso di abbandonare l’aula, seguiti dai consiglieri di maggioranza.
“Siamo stanchi di essere offesi, quando ci sono persone che da cinque anni lavorano con professionalità e dedizione”, ha detto il sindaco.
Il Consiglio comunale è stato interrotto per la mancanza del numero legale dei partecipanti.
E questa mattina è stata diffusa una nota da parte delle compagini PD Legnano, Insieme per Legnano – Legnano Popolare, RiLegnano, Fare Centro con Radice: “Nel corso della seduta di ieri sera del Consiglio comunale si è consumato, ancora una volta, un episodio grave e inaccettabile: attacchi reiterati e ingiustificati nei confronti dei dipendenti comunali, del loro operato e, più in generale, dell’istituzione che tutti siamo chiamati a rappresentare. A ciò si sono aggiunti attacchi personali, che nulla hanno a che vedere con un confronto politico serio, leale e rispettoso.
Di fronte a un clima ormai deteriorato, segnato da toni aggressivi e da un uso distorto del ruolo consiliare, la Giunta e la maggioranza hanno scelto di abbandonare l’aula. Non si è trattato di un gesto impulsivo, ma di una decisione ponderata e necessaria: un atto di responsabilità per difendere la dignità dell’istituzione e per tracciare un limite chiaro rispetto a comportamenti che mortificano il confronto democratico.
È inaccettabile che il Consiglio comunale sia trasformato in un palcoscenico di propaganda elettorale, dove il confronto è sostituito da attacchi gratuiti e dalla sistematica delegittimazione del lavoro altrui. Questo non è il modello di politica che intendiamo praticare, né quello che i cittadini meritano.
Desideriamo comunque precisare che alle interrogazioni presentate saranno fornite regolari risposte, nel pieno rispetto delle prerogative consiliari e della trasparenza amministrativa.
Con questa scelta affermiamo un principio non negoziabile: il rispetto delle istituzioni, delle persone e del lavoro quotidiano al servizio della comunità non può essere sacrificato a logiche di scontro e strumentalizzazione. Senza questo rispetto, viene meno il fondamento stesso del confronto democratico”.



















