Cresce l’occupazione e accelera il peso economico della cooperazione sociale in Lombardia: negli ultimi 6 anni – dal 2018 al 2024 – gli occupati sono aumentati del +15%, mentre il fatturato è cresciuto del +33%.
È quanto è emerso a Milano all’assemblea regionale di Confcooperative Federsolidarietà Lombardia, la federazione di Confcooperative Lombardia che rappresenta 1092 cooperative sociali attive in regione, che hanno l’obiettivo di “perseguire l’interesse della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini”, come sancito dalla legge 381/91. Intitolata “La cooperazione sociale. Un’economia per i diritti” l’assemblea è stata anche l’occasione per eleggere Maria Grazia Campese nuova presidente di Confcooperative Federsolidarietà Lombardia.
Nel dettaglio, la cooperazione sociale di Federsolidarietà conta in Lombardia 72.658 occupati (erano 63.316 nel 2018), 58.164 soci per un fatturato pari a 2,4 miliardi di euro (1,8 miliardi nel 2018). In questo contesto, le 1092 cooperative sociali aderenti alla federazione di Confcooperative Lombardia rappresentano, insieme, un pilastro per il welfare lombardo, a partire dalla presenza significativa nella gestione dei servizi sociosanitari accreditati con Regione Lombardia.
Federsolidarietà garantisce infatti il 30% dell’assistenza domiciliare integrata, il 32% delle residenze per persone con disabilità, il 20% degli hospice, il 15% delle RSA e il 60% dei servizi residenziali e semiresidenziali per le tossicodipendenze e il 58% degli SMI, i servizi per le dipendenze patologiche, ambiti nei quali le cooperative assicurano interventi di prevenzione, cura e riabilitazione. Significativa anche la presenza nel comparto sociale ed educativo: le cooperative associate impiegano circa 12.000 educatori nell’ambito scolastico e gestiscono il 15% degli asili nido lombardi.
Accanto a questo presidio diffuso nei servizi, si rafforza anche il contributo delle cooperative sociali di tipo B, finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate: nel 2024 sono 6.568 le persone inserite al lavoro, con un incremento del +24,5% rispetto al 2018, a conferma della crescente capacità inclusiva del sistema cooperativo
Maria Grazia Campese ha sottolineato come, in un contesto di disuguaglianze sociali e povertà, la cooperazione sociale abbia invece la capacità essenziale di generare valore economico e occupazionale insieme a impatto sociale, radicamento territoriale e coesione delle comunità: “In una regione tra le più sviluppate d’Europa, persistono disuguaglianze sociali che mettono alla prova la tenuta del sistema di welfare e la capacità di garantire pari opportunità a tutti i cittadini e le cittadine. Oggi in Lombardia oltre il 12% della popolazione è a rischio di povertà o esclusione sociale, quasi un giovane su dieci è NEET e quasi un minore su sette vive in condizioni di povertà. In una popolazione che invecchia si stima che nel 2050 il 34% della popolazione lombarda avrà più di 65 anni. A queste si affiancano nuove fragilità: la povertà sanitaria, con persone che rinunciano o rimandano le cure, e la crescente difficoltà di accesso alla casa, soprattutto nelle aree urbane.
In questo contesto, la cooperazione sociale svolge un ruolo essenziale: attraverso i servizi che realizziamo ogni giorno, contribuiamo a rendere i diritti concretamente esigibili e accessibili, soprattutto per le persone più fragili, riducendo le disuguaglianze che attraversano territori, generazioni e condizioni sociali. Nei prossimi 4 anni lavoreremo per rafforzare ulteriormente questo contributo, valorizzando il lavoro delle persone, sostenendo l’innovazione dei servizi e promuovendo una collaborazione sempre più stretta con le istituzioni pubbliche e gli attori del territorio”.
















