mercoledì, 19 Agosto 2026
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Siccità, cresce l’emergenza in Lombardia: autobotti nei Comuni e Po ai minimi

La siccità torna a far preoccupare il Nord Italia e la Lombardia è tra le regioni che stanno pagando il prezzo più alto della carenza d’acqua. I dati più recenti evidenziano un deficit della risorsa idrica pari al 43%, con una situazione particolarmente critica nell’area del Ticino, dove la disponibilità d’acqua continua a diminuire.

 

L’allarme riguarda soprattutto l’approvvigionamento di acqua potabile. Sono ormai numerosi i Comuni che, tra Lombardia, Veneto, Piemonte e Marche, devono fare ricorso alle autobotti per garantire il servizio ai cittadini. In Lombardia sono circa cinquanta i centri interessati dall’emergenza, con le maggiori criticità concentrate nel Pavese, ma problemi si registrano anche nel Mantovano e nel Cremonese.

 

A preoccupare è anche lo stato dei principali corsi d’acqua. Il fiume Po continua a far segnare portate ben al di sotto della media stagionale. Nelle sezioni idrometriche di Cremona e Borgoforte i livelli restano compatibili con una condizione di “siccità severa”, confermando una situazione che rischia di aggravarsi in assenza di precipitazioni significative.

 

Anche i grandi laghi mostrano segnali di sofferenza. I livelli del Lago Maggiore e del Lago di Como risultano inferiori alla media del periodo, mentre il Garda, al momento, riesce a mantenere una situazione più stabile grazie a una maggiore disponibilità di risorsa idrica.

 

Le conseguenze si riflettono inevitabilmente sul comparto agricolo, già alle prese con una stagione particolarmente difficile. La scarsità d’acqua mette infatti a rischio le coltivazioni e aumenta la pressione sulle riserve destinate all’irrigazione, con ripercussioni economiche per le aziende del territorio.

 

Gli esperti invitano alla massima attenzione e a un uso responsabile dell’acqua, sottolineando come le prossime settimane saranno decisive. Senza un cambio delle condizioni meteorologiche, l’emergenza potrebbe estendersi ulteriormente, rendendo necessario il ricorso a nuove misure per garantire l’approvvigionamento idrico alla popolazione.

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