Succede a Gessate, hinterland Nord Est di Milano: una quarantina di lavoratori, su un totale di ottantacinque, sta rischiando in questi giorni il lincenziamento collettivo dall’azienda dove lavora, una multinazionale tedesca che produce utensili di precisione.
La direzione avrebbe infatti avviato la procedura, come ha reso noto la Fiom CGIL di Milano, che segue la vicenda. Analogo avvio di licenziamenti sarebbe in corso anche nelle sedi in Inghilterra e in Irlanda.
I lavoratori hanno indetto lo stato di agitazione, proclamando uno sciopero per la giornata di oggi.
I licenziamenti sarebbero stati giustificati dalla necessità di trasformare l’assetto globale del gruppo produttivo, in un nuovo programma mondiale. A Gessate si rischia la chiusura di alcuni reparti, e il ridimensionamento del magazzino e della logistica, con il solo mantenimento degli uffici e del settore commerciale.
Secondo la visione del sindacato, l’azienda intende riportare la propria attività in Germania, secondo un preciso piano di delocalizzazione, senza tenere conto delle ricadute sociali. La proposta di CGIL sono nuovi investimenti e la diversificazione dei prodotti, per la tutela dei posti di lavoro.




















