Il Prefetto di Milano si impegna a “non decidere” sulla crisi di giunta a Legnano. Entro sera la nomina del commissario ad acta.

Il Comune di Legnano

Un altro colpo di scena questa mattina a Legnano, nell’Alto Milanese, dove a fine marzo il Consiglio comunale è rimasto senza numero legale per procedere, dopo le dimissioni di tredici consiglieri, e ogni decisione sul futuro della città è stata, come prevede la legge, rimessa nelle mani della Prefettura.

Secondo alcune fonti vicine a Palazzo Malinverni, sede del municipio di Legnano, sarebbe arrivata nelle scorse ore la conferma che il Prefetto, Renato Saccone, sarebbe a favore del commissariamento del Comune ma, avendo saputo che il difensore civico regionale sta valutando la possibilità di surroga di un dimissionario (azione che riporterebbe al numero legale la maggioranza in Consiglio), avrebbe fatto sapere che preferisce attendere il giudizio del difensore.

L’aver interpellato il Prefetto è un fatto antecedente la chiamata in causa del difensore civico: in ordine cronologico in tanti si aspettano che valga prima la decisione di Saccone.

Dal canto suo lo stesso difensore, Carlo Lio, aveva nei giorni scorsi chiarito che si sarebbe adeguato alle decisioni del Prefetto, considerandone la superiore autorità. Perché il Prefetto non decide?

Sulla questione si è già espresso questa mattina il deputato parlamentare on. Riccardo Olgiati, del M5S, che ha commentato: “Oggi, dopo quasi due settimane di attesa, è arrivato alla prefettura di Milano il parere del Ministero dell’Interno che ricalca quanto diciamo da sempre: il caso di Legnano è un caso plastico che non lascia scampo alle interpretazioni. Quanto accaduto nel Comune di Quarto (portato ad esempio), un anno fa circa, ha fatto scuola e di conseguenza il Comune di Legnano deve essere sciolto e commissariato anche sulla base di quella esperienza.

E invece il Prefetto sembra voler lasciare la palla in mano alle decisioni del difensore civico regionale che, come noto, ha avviato l’iter di surroga. Il Prefetto di Milano, del quale ho potuto apprezzare la professionalità e la competenza in questo percorso, sono certo che per il ruolo che ricopre debba assolutamente prendersi la responsabilità di decidere sulla base di quanto indicato dal Ministero. Il Prefetto è la più alta carica che sul territorio rappresenta il Governo, non proprio l’ultimo arrivato. Girare la testa dall’altra parte nascondendosi dietro ad un procedimento avviato in autonomia da un’altra figura istituzionale, sicuramente importante ma che nella scala gerarchica nulla ha a che vedere con il Prefetto, sarebbe una decisione pilatesca assurda che lascerebbe al DCR una responsabilità veramente troppo grande di fronte ad una situazione così limpida”.

Nelle scorse ore è arrivata la decisione di Lio: prima di sera sarà comunicato al sindaco Fratus il nome del commissario ad acta, che avvierà la surroga del consigliere dimissionario Rolfi, con il primo dei non eletti, vale a dire Alessandro Carnelli. Lio assicura che non serve la convocazione del Consiglio comunale.

Dalle opposizioni si annuncia il ricorso.

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