venerdì, 19 Aprile 2024

I supermercati non sono più “frizzanti”

Scarsità di materie prime e rincaro massiccio dei costi dell’energia, tra i mille effetti peggiorativi della vita quotidiana, verificabile facilmente da chiunque frequenti i supermercati per effettuare la propria spesa, le bottiglie di acqua frizzante scarseggiano sugli scaffali.

Succede in tutta Italia, ormai da un paio di mesi. Le bottiglie da un litro e mezzo di acqua frizzante arrivano con il contagocce. E capita anche di non trovarne più in reparto, quando chiamiamo le ditte fornitrici, alzano le mani: dicono che non ci possono fare nulla.

Il problema è la relativa disponibilità di anidride carbonica. E’ un prodotto di “scarto” di alcuni processi chimici industriali che negli ultimi mesi dovendo fare i conti con gli aumenti energetici, hanno vistosamente rallentato il ritmo. Gli impianti quindi generano meno gas, quel poco che viene prodotto viene dirottato principalmente sul comparto sanitario. Lasciando le aziende produttrici di acqua frizzante a fare i conti con una netta flessione dei rifornimenti.

A questo contesto si aggiunga l’aumento della richiesta di consumo connessa ai mesi estivi e le difficoltà nei trasporti, mentre i clienti si stanno orientando a comprare sempre di più acqua leggermente gasata, la cui fornitura è invece per ora regolare.

Sebbene la questione affligga la quasi totalità dei produttori, vero è anche che essa ne rallenta produzione e fornitura in tempi diversi. E allora rimane una sola soluzione, per il momento, a disposizione di coloro che non sanno rinunciare all’acqua gassata: cambiare sempre marca, scegliendo senza pregiudizi quella di volta in volta disponibile.

 

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