Sono partiti in questi giorni due progetti solidali rivolti al Senegal, uno dei quali preparato da IAL Lombardia, che ha sede a Legnano. Protagonista di entrambe le iniziative è Carlo Motta, che si muoverà in sella alla sua bicicletta, come fa da tanti anni, per raggiungere i villaggi in Africa dove serve aiuto.
“Fino al 15 di ottobre sarò in Africa, tra Senagal e Gambia, per partecipare a due specifici progetti solidali. Questo sarà il mio quinto viaggio in bicicletta in Africa”, spiega Motta.
Il primo progetto si chiama “Teranga”, ed è una proposta di IAL Lombardia, l’ente di formazione in cui Motta ho lavorato per molti anni. Come si legge in una nota, Teranga significa “ospitalità” in lingua wolof; in Senegal ha un’accezione ancora più profonda perché parla di accoglienza, comunità, rispetto. È una parola che racconta un modo di stare al mondo. Un prevede di sostenere forme di emigrazione consapevole che possano permettere viaggio sicuro e un lavoro regolare in Italia.
Il progetto Teranga intende far incontrare domanda ed offerta di lavoro in modo regolare rispondendo da una parte al bisogno delle imprese italiane di reperire personale e dall’altra di favorire l’inclusione lavorativa e sociale di giovani migranti.
Alcune aziende lombarde hanno già sottoscritto l’impegno ad assumere i partecipanti una volta giunti in Italia. “Non è poca cosa pensare di sottrarre le persone migranti ai trafficanti e ad un sistema economico che sfrutta e ricatta con paghe da fame, contratti illegali e alloggi fatiscenti”.
Chi intraprende la cosiddetta Rotta migratoria Atlantica parte proprio dal Senegal e dalla Gambia; sono persone che arrivano da tutta l’Africa Occidentale e sub sahariana scappando da fame, miseria e crisi climatiche. Prendono il mare su piroghe di legno utilizzate per la pesca che si trasformano per l’occasione in moltitudini umane che contano sino a 150 persone. E’ una delle tratte migratorie più pericolose al mondo in cui si tenta di approdare all’Europa delle isole Canarie. Viaggi che durano settimane, centinaia di chilometri in mare aperto tra le forti correnti dell’oceano e con il rischio continuo di perdere la rotta.
Il progetto vuole fare incontrare domanda e offerta di lavoro.
Motta spiega il suo viaggio: “Inizierò un viaggio, ovviamente in bicicletta, che per una ventina di giorni mi porterà tra Senegal e Gambia; le modalità di realizzazione sono simili a quelle dei viaggi che ho già realizzato. Auto organizzazione, nessun intermediario professionale, donazione della bicicletta a fine percorso e raccolta fondi per sostenere un progetto sociale in loco. Al termine del giro lascerò la bicicletta al Centro di formazione di Mbao, servirà per favorire la frequenza di un ragazzo che abita lontano dalla scuola.. Anche questa volta la bicicletta mi sarà fornita da INSUBRIA SPORT, società ciclistica di Cuggiono”.
Il secondo progetto sta tutto nel suo titolo: “Acqua per Sourou – Il pozzo delle donne”.
Si tratta di finanziare la costruzione di un pozzo che darà acqua agli orti di 45 donne del villaggio di Sourou, Comune di Toubacouta, area del Sine-Saloum.
Sourou è un villaggio rurale non lontano dal Gambia nel quale l’agricoltura rappresenta una risorsa essenziale per il sostentamento delle famiglie. Oggi l’acqua disponibile è poca e di conseguenza anche la quantità e la qualità dei prodotti è scarsa.
Portando l’acqua agli orti delle donne di Sourou si renderanno più autonome e produttive le loro attività: irrigare i loro orti significa sostenere il loro lavoro, le loro famiglie e la loro dignità.
Per sostenere il progetto del pozzo è stata avviata una campagna sulla piattaforma Gofundme, all’indirizzo: https://www.gofundme.com/f/acqua-per-sourou-il-pozzo-delle-donne


















