Da uno studio promosso da Confartigianato Varese, Artser e Faberlab emerge chiaramente come un anno difficile, caratterizzato dalla pandemia da Covid-19, abbia portato le aziende del territorio ad interrogarsi sul proprio futuro, e a propendere verso processi di innovazione, soprattutto legati all’economia circolare e allo sviluppo sostenibile.
C’è voglia di ripresa e cambiamento, cui si aggiunge la visione degli imprenditori locali secondo i quali nel prossimo decennio la produzione e le imprese saranno profondamente modificate, in materia di nuove competenze da acquisire, rinnovate qualità manageriali e nuova organizzazione, senza la quale un efficace processo di innovazione non sarebbe immaginabile.
Molta importanza sarà data anche alle competenze commerciali e al marketing, cui sarà richiesto un notevole sforzo per affinare nuove strategie di “conquista del cliente”, in un mondo totalmente cambiato dall’epidemia in corso.
Sono soprattutto le aziende di piccole e medie dimensioni nei settori impiantistico e manifatturiero, piccoli brand, aziende che operano su commesse, le più determinate a riorganizzarsi e attuare quei processi di cambiamento necessari a posizionarsi in maniera concreta e stabile sul mercato. Il primo passo sarà quasi sicuramente costituito dall’adeguamento dei sistemi informatici, creando nuove reti o adeguando le proprie infrastrutture tecnologiche. Seguono il rinnovamento degli impianti con macchinari e attrezzature basati sulle nuove tecnologie produttive, il miglioramento delle prestazioni, le iniziative atte a promuovere l’economia circolare e il riciclo, la collaborazione col desiderio specifico del cliente.
S. R.



















