Questo libro sembra essere stato scritto da un giovane per un pubblico di lettori che ancora frequenta la scuola: “Eppure cadiamo felici”, il romanzo di Enrico Galiano, Garzanti, pubblicato nel 2017.
Galiano, professore, con questo libro ha trovato il modo di offrire un barlume di speranza ai giovani che si sentono soli e incompresi.
La protagonista, Gioia, è una ragazza silenziosa e schiva che non ha amici, se non Tonia, un’amica immaginaria. Frequenta quella classe delle superiori soltanto perché non può farne a meno. Si sente un’estranea con i suoi compagni: non lega con loro, non segue le mode, non appartiene a nessun gruppo e non va alle feste.
La sua unica passione è collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo. Sono parole straniere che descrivono sensazioni e stati d’animo, e che Gioia annota su un taccuino.
In questo romanzo Gioia è il fulcro, l’essenza, l’anima e il respiro, e tutto le ruota attorno, anche se intorno a lei ci sono Lo, il professor Bove e Tonia.
Qualcosa cambia una notte, dopo l’ennesima lite con i genitori: fugge e incontra Lo. Chiacchierando con lui, Gioia capisce che lui comprende il suo mondo e l’amore scoppia senza preavviso. Ma questa felicità dura poco, perché lui scompare e Gioia non sa dove cercarlo.
I due, che possono rientrare nella categoria dei giovani considerati “strani”, dimostreranno alla fine come l’unicità sia importante e come le differenze diano un valore aggiunto alla vita.
La scrittura è semplice e non stanca, e la scelta di rendere la prima parte scorrevole e la seconda più seria e matura è azzeccata.
Un romanzo da leggere sia da adulti, sia dai ragazzi, per conoscere Giulia, e scoprire che magari proprio una vicina di banco è come Giulia, che potrebbe non avere il coraggio di aprirsi ed emergere.
















