Sotto un acero o una betulla? Alberi al posto delle tombe, boschi sacri per il riposo dei cari estinti. Da ipotesi di rinnovamento sul fronte delle sepolture, la prossima primavera un progetto sarà inaugurato in Liguria, in provincia di Savona: il primo “Bosco vivo”, da un’idea di un gruppo di giovani che hanno studiato e realizzato un’alternativa ai cimiteri tradizionali.
Il “Bosco vivo” presenta delle caratteristiche che potrebbero invogliare anche altrove la sua diffusione e creazione, con l’interramento di ogni caro estinto e la dispersione delle ceneri in area boschiva, e l’intitolazione di un albero.
Stop alle lapidi di marmo e ai fiori di plastica, spazio alle piante per custodire le ceneri dei defunti, in aree boschive dedicate, riqualificate in senso ecologico.
L’idea sorride a molti, mentre le resistenze al progetto di diffusione dei boschi sacri potrebbero essere di tipo religioso, là dove alcune diverse confessioni non contemplano le cremazioni.
In questi giorni, a sostegno dell’impresa della cooperativa Boschi Vivi, è stato aperto anche un “crowdfunding”, vale a dire una raccolta di fondi per far fronte alle spese. Per partecipare alla raccolta di contributi, che scade il prossimo 10 novembre, è stato aperto un profilo di Boschi Vivi su Facebook, dove si leggono anche i presupposti del progetto. Necessario raccogliere 10.000 euro per i lavori di riqualificazione ambientale del primo bosco, e la replicabilità del progetto in altre aree.

















