I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di un cittadino di origine cinese, e decreti di perquisizione e sequestro, in dieci unità abitative riconducibili agli indagati: due studi notarili, due studi commercialisti e quattordici filiali di istituti di credito. Oltre al fermato sono indagati altri cinque soggetti di nazionalità cinese, due commercialisti, due notai e cinque funzionari di istituti di credito, tutti italiani. Come spiegato dalla Gdf, tali provvedimenti sono l’epilogo di complesse indagini di polizia giudiziaria, condotte dai finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Milano, dopo aver condotto indagini tecniche sul territorio. Le contestazioni riguardano un’associazione per delinquere, operante con il concorso esterno di professionisti e funzionari di banche, finalizzata alla commissione di più delitti fra cui quelli di appropriazione indebita, riciclaggio ed emissione ed utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti.
Il soggetto sottoposto a fermo, con la contestazione di promotore e ideatore dell’associazione per delinquere, avrebbe provveduto personalmente ad interfacciarsi con i professionisti indagati per la costituzione di una cinquantina tra società e ditte individuali, la cui rappresentanza formale era assegnata a meri prestanome.
Allo stato delle ricostruzioni, l’associazione per delinquere avrebbe emesso più di 10mila fatture per operazioni oggettivamente inesistenti nei confronti di un migliaio di clienti, per un importo complessivo pari a poco meno di 200 milioni di euro, permettendo a terzi imprenditori di effettuare bonifici per i medesimi importi, così drenando enormi quantità di denaro dalle proprie aziende. La provvigione per l’illecita attività, variava tra l’1 e il 6%.



















