La Polizia Provinciale di Varese ha scoperto un episodio di bracconaggio ittico nelle acque italiane del Lago Maggiore.
E’ successo nelle scorse ore: il nucleo di vigilanza ittico-venatoria, impegnato in una serie di controlli per contrastare la pesca illegale, ha individuato un cittadino svizzero che, approfittando dell’oscurità, effettuava attività di pesca con reti professionali senza essere in possesso di alcun titolo abilitativo per operare sul territorio italiano. Le acque del Lago Maggiore sono interessate dalla convenzione italo-svizzera che ne disciplina l’attività di pesca.
Dopo alcuni accertamenti, gli agenti della Polizia Provinciale sono intervenuti nella notte insieme all’unità navale dei Carabinieri del distaccamento di Luino. Il pescatore, un uomo di 57 anni e originario del Canton Ticino, è stato sorpreso mentre recuperava le cosiddette reti volanti, strumenti utilizzati per imbrigliare rapidamente i pesci presenti nello specchio d’acqua.
L’utilizzo delle reti aveva consentito di catturare circa cinquanta esemplari, tra cui alcuni pregiati coregoni, per un valore stimato di circa mille euro. Le reti, lunghe complessivamente circa 1 km e mezzo, erano state calate in un tratto di lago situato in territorio italiano, già interessato in passato da episodi analoghi.
L’uomo è stato bloccato a bordo di un potente motoscafo utilizzato per l’attività di pesca e denunciato alla Procura della Repubblica di Varese, ritenuto responsabile di bracconaggio ittico. Gli agenti hanno proceduto al sequestro del pescato, delle reti utilizzate e dell’imbarcazione. Complessivamente sono stati sequestrati circa 10 chili di agoni e coregoni.
Il provvedimento cautelare è stato successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria, che ha condiviso le ipotesi di reato formulate dalla Polizia giudiziaria.



















