In occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia che ricorre oggi, giovedì 20 novembre, la Fondazione CESVI ha pubblicato una relazione relativa all’impatto delle crisi globali, come conflitti, cambiamenti climatici, violenza diffusa, che rischiano di condannare a morte 30 milioni di bambini nei prossimi cinque anni, anche a causa della parallela diminuzione dei fondi per la cooperazione internazionale.
Come spiegato, nel mondo, attualmente 40 milioni di bambini soffrono di malnutrizione, 1 miliardo è esposto a choc climatici, oltre 500 milioni vivono in zone di conflitto. In questo allarmante scenario, i recenti tagli ai finanziamenti hanno già messo a rischio i servizi e progetti di lotta alla fame e alla malnutrizione destinati a oltre 14 milioni di minori e rischiano di lasciare senza assistenza 2,3 milioni di bambini affetti da deperimento, causando potenzialmente fino a 369 mila decessi infantili in più, oltre mille al giorno.
Anche in Italia, seppure di diversa origine, si registrano significative situazioni di pericolo per bambini e adolescenti. In particolare, in Italia 1 minore su 4 è a rischio di povertà ed esclusione sociale, tre i fattori principali di esposizione al rischio di maltrattamento.
“A milioni di bambini sono negati i diritti fondamentali sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti per l’infanzia e l’adolescenza, come il diritto alla vita, al cibo, all’istruzione, alle cure mediche. Gli effetti dei conflitti armati, uniti ai cambiamenti climatici e aggravati dai tagli ai fondi umanitari, stanno cancellando decenni di progressi nella protezione dei minori, condannando un’intera generazione alla fame e alla paura, compromettendo il futuro stesso dell’umanità.
I recenti tagli alla cooperazione internazionale rischiano di aggravare di oltre mille i decessi infantili al giorno. In contesti come il Sudan, Gaza e l’Ucraina, milioni di minorenni sono costretti a sopravvivere in condizioni inumane con traumi che li accompagneranno per tutta la vita. E queste tragedie non sono eventi isolati, ma parte di una crisi globale che colpisce l’infanzia in ogni continente.
Nella giornata dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza rinnoviamo l’attenzione verso il riconoscimento e il rispetto dei loro diritti fondamentali a prescindere dalla parte del mondo in cui sono nati”, sottolinea il direttore generale di CESVI Stefano Piziali.
Nell’ultimo anno CESVI ha sostenuto oltre un milione di bambini in ventotto Paesi del mondo, anche attraverso il programma dedicato all’infanzia “Case del Sorriso”, che garantisce spazi sicuri e protetti, distribuzione di pasti, sostegno alle attività scolastiche e formative, opportunità ricreative, cure mediche e igiene personale ai minori in difficoltà in Brasile, ad Haiti, in India, Sudafrica, Perù e Zimbabwe e progetti a favore dell’infanzia in zone colpite da gravi emergenze umanitarie innescate da conflitti, dove l’organizzazione fornisce, in affiancamento agli interventi di risposta all’emergenza, attività per i bambini, di tipo educativo e ricreative, supporto psicosociale e accesso ai servizi igienico-sanitari.
Le Case del Sorriso sono presenti anche in Italia, per contrastare la crescente povertà e la conseguente maggior esposizione al rischio di maltrattamento infantile, in contesti molto complessi, segnati da fragilità economica e socioculturale, criminalità minorile, dispersione scolastica e carenza di spazi educativi e di aggregazione.



















