È stato ritrovato il corpo di Mattheus Gosseling, il turista olandese di 45 anni scomparso ieri nelle acque del lago di Como, al largo di Menaggio. L’uomo si era tuffato per soccorrere il figlio maggiore, di 16 anni, in difficoltà mentre si trovava in acqua durante una gita in barca con gli altri due figli.
Secondo la ricostruzione dei fatti, Gosseling aveva noleggiato un’imbarcazione per trascorrere la giornata sul lago quando il ragazzo ha iniziato ad avere problemi a rimanere a galla. Il padre si è immediatamente lanciato in acqua per aiutarlo. Il sedicenne è stato salvato grazie al tempestivo intervento di un uomo che si trovava nelle vicinanze insieme al figlio su una tavola da paddle e che è riuscito ad afferrarlo per un braccio. Mattheus Gosseling, invece, è scomparso tra le acque.
Le ricerche sono scattate immediatamente e sono proseguite senza sosta anche nella giornata di oggi. Sul posto hanno operato i vigili del fuoco, la Guardia Costiera e i sommozzatori del 5° Nucleo Sub della Guardia Costiera, giunti da Genova e specializzati nelle ricerche in profondità.
Il corpo del quarantacinquenne è stato individuato dai sommozzatori dei vigili del fuoco grazie all’impiego di un sonar e di una telecamera subacquea. Era adagiato su un fondale di circa 25 metri, nelle acque antistanti Menaggio.
Raggiunto dai sub della Guardia Costiera, il corpo è stato recuperato e trasportato a riva. Successivamente è stato trasferito all’obitorio dell’ospedale Sant’Anna di Como, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.
La tragedia ha profondamente colpito la comunità locale e i numerosi turisti presenti sul lago. Il gesto di Mattheus Gosseling, che non ha esitato a mettere a rischio la propria vita per salvare il figlio, si è trasformato in un drammatico sacrificio che ha evitato conseguenze ancora più gravi.




















