lunedì, 26 Settembre 2022

Pronto soccorso dell’ospedale di Legnano: un’odissea

I fatti descritti nella comunicazione ricevuta nelle scorse ore dalla redazione di Settenews, la cui veridicità non sembra si possa mettere in discussione (diciamo anche che sarebbe bello essere smentiti), si commentano da soli, e la redazione ha scelto di pubblicare integralmente il testo ricevuto, firmato da Roberto Morlacchi, un avvocato, che racconta un’esperienza vissuta in prima persona all’ospedale di Legnano. Si tratta di un ennesimo sfogo di chi non ha trovato al Pronto soccorso immediata assistenza.

Questa la vicenda patita il giorno 16.08.2022. Alle 10.10 accesso al Triage del Pronto soccorso dell’ospedale di Legnano, accettazione ed attribuzione di “codice verde” alla paziente. Passa il tempo e alle 21.35, dopo che dal codice verde alla paziente viene attribuito il codice “giallo”, finalmente la visita da parte di un medico del Pronto soccorso. In sintesi la paziente ha atteso undici ore e venti minuti prima di essere visitata.

Non si pensi ad un caso isolato, almeno altre sette persone hanno sopportato attese simili per le prestazioni di Medicina, in quanto dalle 10.10 alle 21.35 nessun paziente che necessitava di tale specialità è stato chiamato a visita. Tutti in sala di attesa.

Nel frattempo moltissime persone chiedevano al Triage notizie di pazienti giunti al Pronto soccorso nei giorni precedenti, anche due o tre giorni, e gli veniva risposto che appena si fosse liberato un letto sarebbero stati trasferiti in reparto. La paziente di cui si parla non era in grado di camminare autonomamente, provvedevo quindi ad accompagnata all’interno del Pronto soccorso. Qui ogni spazio possibile era occupato da letti dove stazionavano i degenti, alcuni anche sulle barelle perchè i letti erano tutti occupati.

Precisiamo da subito una cosa importante: nulla da dire sull’operato e la professionalità degli operatori sanitari, dagli infermieri ai medici, che non hanno alcuna responsabilità in ordine ai disservizi, imputabili ad un modello organizzativo della sanità che non funziona, altrimenti non avremmo attese così lunghe per prestazioni di Pronto soccorso.
Non è possibile che un utente mediamente attenda 6-7 ore, con punte di 12, per essere visitato da un medico, questo non è dare un servizio di Pronto soccorso. I cittadini hanno diritto di vedere soddisfatta la loro legittima richiesta di cure in tempi ragionevoli, e se ciò sistematicamente non accade occorre chiedersi quale siano le ragioni. Non dobbiamo poi sottaciere che lo stress al quale sono sottoposti gli operatori sanitari, dovuto al carico di lavoro che ognuno di loro è chiamato ad evadere, talvolta in una situazione di tensione generata dalle lunghe attese, può essere foriera di errori.

Ma la vicenda ha un ulteriore aspetto paradossale: la paziente viene dimessa il giorno successivo e gli viene prescritta una risonanza magnetica urgente da effettuarsi entro le 72 ore. L’ospedale di Legnano non ha disponibilità di effettuare la risonanza magnetica con il Servizio Sanitario Nazionale nelle 72 ore, così come tutti gli ospedali della zona, al contrario privatamente, pagando circa 150 euro, la disponibilità per la risonanza ci sarebbe nei tempi richiesti.
Tiriamo le fila di un discorso forse lungo ma necessario: abbiamo un pronto soccorso che non è in grado di soddisfare i bisogni degli utenti in tempi ragionevoli, e la situazione peggiorerà vista la chiusura dei servizi di Pronto soccorso di ospedali in Comuni vicini a Legnano.

Abbiamo un ospedale bellissimo ma che è carente di posti letto ed i pazienti rimangono per giorni ricoverati al Pronto soccorso. Abbiamo il vecchio ospedale vuoto ed abbandonato da oltre dieci anni, forse dismesso troppo in fretta, sorge il dubbio che qualcuno abbia sbagliato a far di conto se ora i posti letto mancano. Abbiamo liste di attesa per prestazioni diagnostiche specialistiche che superano l’anno, non siamo in grado di soddisfare le urgenze, costringono i cittadini (quelli che possono) a ricorrere a prestazioni a pagamento. Oggettivamente questo modello di sanità non risponde ai bisogni dei cittadini ed i costi di una carenza di servizi non può gravare sugli stessi”.

La lettera di Morlacchi, cittadino ed utente, si conclude con l’invito a tutte le forze politiche a farsi carico di tali questioni, a porre in cima alla loro agenda la questione “Sanità”, ad impegnarsi a potenziare il servizio di Pronto soccorso, ed a creare le condizioni affinchè le liste di attesa per visite ed esami si dimezzino.

Le opere faraoniche possono aspettare: prima pensiamo alla sanità ed al soddisfacimento dei bisogni primari e costituzionalmente garantiti dei cittadini”.

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