È scattata con dieci giorni di anticipo la vendemmia in Italia, sotto l’effetto del grande caldo che ha accelerato la maturazione dei grappoli mentre la siccità rappresenta un’incognita per le rese. Ad annunciarlo è la Coldiretti.
“Mai come quest’anno risulta difficile fare previsioni quantitative su una vendemmia che sarà di fatto spalmata su un arco di quasi cinque mesi e che rappresenta una vera e propria sfida enologica per le aziende, anche in considerazione della concentrazione zuccherina che le temperature record e la siccità stanno per ora determinando nelle uve. Sembra invece, al momento, scongiurato il rischio peronospora, con una qualità che si annuncia un po’ dappertutto come eccellente”.
Come spiegato da Coldiretti, l’avvio della raccolta nell’Oltrepò Pavese, dove generalmente le operazioni scattavano dalla prima decade di agosto, fotografa la realtà di un cambiamento climatico che è ormai diventato un fattore strutturale di cui i viticoltori sono costretti a tenere conto nelle strategie aziendali.
Con il caldo e siccità sulla vendemmia 2026 pesa anche l’incognita maltempo, con la grandine che ha già colpito a macchia di leopardo causando gravi danni ai vigneti, dal Nord al Centro.
Secondo Coldiretti, inoltre, in questo periodo già complesso per il settore, stanno gravando anche la burocrazia e l’aumento dei costi di produzione, fattori legati alle tensioni geopolitiche internazionali e alle guerre commerciali. Coldiretti insiste allora sul tema della “sburocratizzazione”, sulla necessità di consolidare i mercati esistenti: “ La burocrazia ruba 1,6 miliardi di euro all’anno ai produttori, mentre le giacenze in cantina sono aumentate del 6,7% in quantità rispetto allo scorso anno”.



















