Lo chiamano il “sistema Legnano”: bandi confezionati su misura per candidati compiacenti

Cozzi, Fratus e Lazzarini nel corso dell'ultima seduta del Consiglio comunale

Proseguono le indagini avviate dalla Procura di Busto Arsizio, all’indomani dell’arresto a Legnano del sindaco Gianbattista Fratus, del suo vice Maurizio Cozzi e dell’assessore Chiara Lazzarini, nell’ambito dell’operazione “Piazza Pulita” condotta dalla Guardia di Finanza di Milano.

Al vaglio in queste ore le intercettazioni telefoniche rilevate negli uffici comunali, che stanno svelando i dettagli di quella che sembra essere la corruzione generale delle più alte cariche del governo locale.

Ogni elemento vale per aiutare le analisi, più che mai accurate, per fare chiarezza sui fatti contestati ai tre arrestati.

Le intercettazioni spiegherebbero l’accusa di aver violato tre bandi pubblici, avviando concorsi per selezione di personale in funzioni pubbliche, bandi di fatto “su misura” per candidati già noti e fidati.

Ciò che emergerebbe da una prima analisi, è che non si sarebbe mai trattato di riscuotere tangenti, quale fine ultimo dei raggiri, bensì di consolidare ed ampliare la propria posizione di potere in ambito pubblico.

Ieri in municipio a Legnano è arrivato il Commissario prefettizio Cristiana Cirelli, che ha tolto le deleghe agli assessori. Tornerà lunedì 20 maggio per cominciare il coordinamento del Comune.

Lunedì sono stati fissati gli interrogatori di garanzia di Fratus, Cozzi e Lazzarini.

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