Non saranno più le lavoratrici e i lavoratori di Nielsen Media Italy a produrre i dati di ascolto della prossima edizione della kermesse della canzone italiana, uno degli eventi mediatici più seguiti e cruciali per il mercato pubblicitario nazionale, ma un algoritmo di Intelligenza Artificiale (AI) subentrerà al loro posto in questa operazione strategica.
Nielsen Media Italia, società che vanta un ruolo di primissimo piano nella rilevazione dell’audience in tutti i settori media – dalla televisione alla radio, fino alla carta stampata e al digitale – è l’impresa che fornisce alle aziende gli strumenti analitici essenziali per veicolare oculatamente e con cognizione di causa i loro ingenti investimenti pubblicitari.
Nonostante la sua posizione dominante nel mercato e l’apparente solidità, l’azienda annuncia l’ennesimo e profondo giro di vite.
Come si legge in una comunicazione diffusa dal sindacato CGIL Filcams, “Ancora una volta, come già accaduto nel febbraio del 2023, la scelta ricade sui lavoratori. Nel febbraio 23, l’inaspettata procedura di mobilità fu comunicata alle parti sociali proprio alla vigilia dell’evento clou della TV italiana, generando sconcerto e dissenso. Quest’anno, l’azienda ha adottato una strategia diversa, decisamente più cauta e, per alcuni aspetti, ignava: ha evitato di far coincidere l’annuncio con la settimana di Sanremo, cercando di schivare il clamore mediatico e il dissenso diretto e immediato dei lavoratori.
Su un organico complessivo di 136 lavoratrici e lavoratori, che fanno parte della legal entity Nielsen Media Service Italy, l’azienda ha comunicato la volontà di procedere con il licenziamento di ben 43 persone. Si tratta di una riduzione massiccia che mette in discussione la stabilità e il futuro di quasi un terzo del personale. A questi si aggiungono 1 esubero per la legal entity Nielsen Sports Italy e 1 esubero per legal entity Nielsen Media Italy.
La narrazione ufficiale che accompagna questa decisione è tristemente nota e si ripete in modo quasi stereotipato: “… le proposte di risparmio globale sono cruciali per migliorare i nostri margini operativi e garantire che la Società rimanga solida nel lungo termine. Queste misure rappresentano un passo proattivo ed essenziale verso la messa in sicurezza della nostra posizione competitiva, permettendoci in ultima analisi di investire strategicamente nell’innovazione e di fornire valore maggiore ai nostri clienti”.
Questa affermazione solleva una domanda fondamentale e retorica: chi può realmente fornire quel “valore maggiore” ai clienti se non coloro che lo creano quotidianamente? Il valore non è un prodotto automatico di un software, ma il frutto del lavoro intellettuale, dell’esperienza, della dedizione e dell’intelligenza di ogni singola lavoratrice e di ogni singolo lavoratore. L’AI deve essere uno strumento di supporto, non un pretesto per smantellare il capitale intellettuale e sociale di un’organizzazione”.
In questi giorni, le lavoratrici e i lavoratori di Nielsen Media Italia, riunitisi in assemblea, esprimono il loro totale rigetto delle politiche aziendali volte esclusivamente al taglio di posti di lavoro e alla delocalizzazione in paesi con costi inferiori, rigettando altresì le giustificazioni addotte relative all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
“Le RSU, a fronte delle gravi e persistenti problematiche aziendali, e in assenza di risposte concrete e soddisfacenti da parte della direzione, indicono pertanto, con effetto immediato, lo stato di agitazione di tutti i lavoratori.
Tale decisione è stata assunta a tutela dei diritti, della dignità e del futuro occupazionale del personale.
Contemporaneamente, si darà avvio all’organizzazione di momenti di protesta e mobilitazione che saranno definiti e concordati nel dettaglio nelle prossime assemblee dei lavoratori, convocate in via straordinaria e urgente”, come spiega Giuseppe Nardozza, delegato sindacale di Nielsen Media Italia per la CGIL Filcams.

















