Legnano – Che il ministro ascolti la Tosi

“Vogliamo risposte chiare, basta tempo perso”, dicono i sindacati in riferimento alla situazione di stasi della Franco Tosi di Legnano.

“Vogliamo che il ministro Carlo Calenda ci riceva. Non possiamo perdere altro tempo. Pena la perdita di un perno della storia industriale di Legnano e di tutto l’Alto Milanese”, dichiara Christian Gambarelli, segretario generale della FIM Cisl Milano Metropoli alla vigilia della mobilitazione che si terrà domani a Roma davanti al MISE, il Ministero dello Sviluppo Economico, tesa a sbloccare l’impasse in cui è entrata la Franco Tosi di Legnano per quanto concerne la questione delle aree.

Come spiega Gambarelli in una nota, è saltato lunedì l’incontro tra il titolare dell’azienda e il Commissario straordinario Andrea Lolli. Il fatto è considerato grave, oltre che preoccupante, che ha avuto subito ripercussioni rispetto alla possibilità, più volte manifestata da parte della famiglia Presezzi, di abbandonare Legnano e portare tutta l’attività a Burago Molgora.

La questione mette in allarme i lavoratori della Tosi, soprattutto dopo che Alberto Presezzi ha espresso la possibilità che la carpenteria della fabbrica, che ad oggi impiega una parte significativa di addetti, sia trasferita a breve in Brianza.

Alla luce di questo scenario la FIM CISL ha convocato un’assemblea straordinaria nelle scorse ore, nel corso della quale si è deciso di organizzare un presidio di protesta nella capitale, sotto le finestre del MISE.

“Ognuno deve fare fino in fondo la propria parte. Sono convinto che solo così questa vicenda potrà avere quell’epilogo positivo in cui tutti noi speriamo, tenendo ben presente cosa rappresenta la Franco Tosi per questo territorio: un bene che viene prima degli interessi di parte”, ha commentato Giuseppe Oliva, responsabile Welfare della Cisl Milano Metropoli, nonché  punto di riferimento della CISL per l’Alto Milanese.

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