Un tantino in sordina, almeno per ora, ma oggi, domenica 31 agosto prende letteralmente il largo dalla Spagna la prima fase della Global Sumud Flotilla, la flotta diretta verso Gaza, quale iniziativa umanitaria di risonanza internazionale per cercare di forzare il blocco navale imposto da Israele attorno alla Striscia di Gaza, e favorire così l’arrivo degli aiuti al popolo palestinese allo stremo.
La seconda fase della Global Sumud Flotilla prenderà il mare dalla Tunisia il 4 settembre.

Più precisamente, oggi la flottiglia salperà da Barcellona e da un porto del Nord d’Italia, quindi giovedì 4 settembre altre imbarcazioni salperanno dalla Tunisia e da porti italiani del Sud.
L’iniziativa porta la firma di numerose associazioni civili, provenienti da 44 Paesi, tra i quali anche l’Italia, ed è sostenuta da attivisti, giornalisti, rappresentanti di ONG, quindi personaggi del mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo ed organizzazioni che operano per il sociale.
Fuori i governi e i partiti politici.
Come è definitiva dai suoi organizzatori, la Global Sumud Flotilla (dove sumud in arabo vuol dire resilienza) è una “flotta non violenta di imbarcazioni di piccole dimensioni”, cui partecipano soggetti di nazionalità diversa, diverso credo religioso, e diverse appartenenze politiche, ma tutti uguali nel ribadire il fermo “no all’assedio e al genocidio” in corso.
Scopo della Global Sumud Flotilla è anche sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto accade. Pertanto durante il viaggio saranno diffusi messaggi di pace, solidarietà e speranza, confronti pubblici attraverso i media sui temi della solidarietà internazionale.


















