Scuole chiuse, bambini e ragazzi in vacanza, fino all’avvio del prossimo anno scolastico. E in mezzo cosa li aspetta? Giornate infinite di svago, o scandite dai compiti delle vacanze? E quante generazioni si sono sempre interrogate sulla questione! Chiudere i libri del tutto fino alla ripresa delle lezioni, o rispondere con i compiti agli inviti degli insegnanti?
A proposito dei compiti delle vacanze, ci sono anche esperti pedagogisti che spiegano i pro e i contro e, nell’insieme, sembra proprio che vincano i pareri a favore della vacanza senza impegni di tipo scolastico.
Le vacanze, per chi si occupa della salute dei bambini, dovrebbero rappresentare un momento di riposo, occasione per coltivare attività soprattutto all’aria aperta, trascorrere più tempo con i familiari, conoscere nuovi amici.
Le vacanze estive senza compiti di scuola sono definite una vera “necessità psicobiologica”.
Anche il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, si è espresso recentemente a favore della “disconnessione educativa”, di quel bisogno di tutti i bambini e i ragazzi di non essere “educati” sempre, “istruiti” secondo le logiche della scuola, che se finisce, finisce e basta.
Il tempo libero delle vacanze estive che sia impegnato in altro. Ben vengano lo sport, la visita di un museo, le camminate sulla spiaggia o in montagna, l’avvio di una collezione, letture libere di libri, ore da trascorrere con gli amici o anche da soli, senza programmazione.
Spazio al relax ed anche, perchè no, alla noia.




















