Oggi riconvertita in spazio Esselunga, la peculiare struttura ex Cotonificio Cantoni nasconde un passato molto interessante. Nacque nel 1828 a Legnano. Quasi 200 anni fa, il 2 ottobre 1830, furono collaudati gli impianti che utilizzavano la forza del fiume Olona per funzionare.
Fu fondata da Camillo Borgomanero, aiutato da subito dal suo socio Costanzo Cantoni. Iniziò da loro quella che fu non soltanto un’impresa, ma un simbolo e un luogo di vita. Durante la seconda rivoluzione industriale si trasformò in un’azienda vera e propria.
Si tratta della prima impresa cotoniera italiana a trasformarsi in SPA, Società per Azioni e ad essere quotata alla Borsa di Milano. Come molte imprese italiane, il controllo rimase assolutamente della famiglia Cantoni, grazie ad un’accorta politica nei confronti degli azionisti.
Cosa ha a che vedere Cantoni con la Famiglia Legnanese? Nel 1906 il Cotonificio Cantoni edificò a Legnano Villa Jucker come dimora per i dirigenti della famiglia Cantoni. La svolta arrivò nel 1976, quando l’edificio si trasforma in sede dell’associazione “Famiglia Legnanese”.
Sempre intorno al 1906-1907 il Cotonificio registrò l’aumento di capitale più cospicuo, raggiungendo i 1500 operai e 1350 telai. Per i lavoratori furono pensati alcuni servizi dedicati, come le case operaie e le scuole elementari convenzionate per i loro figli.
E il successo del cotonificio proseguì senza sosta.
Un periodo di crisi globale come la Prima guerra mondiale non passò inosservato. Per Cantoni la difficoltà principale riguardò il blocco delle materie prime, che provenivano principalmente dalla Germania. Che fare? Cantoni dovette operare una scelta, forse banale, ma sicuramente efficace: reinventarsi. Ed ecco che l’azienda convertì i suoi impianti alla produzione di forniture belliche.
Dopo il conflitto, i servizi per i lavoratori si estesero anche al dopolavoro. Si tratta del periodo di pace che precede il secondo conflitto mondiale, affrontato con la stessa strategia del primo.
Se un buon imprenditore si riconosce nei momenti di difficoltà, nonostante gli eventi bellici il cotonificio continuò a crescere.
L’espansione proseguì a tratti fino agli anni ‘60. In quel periodo l’azienda iniziò a produrre tessuti stampati, sostituendo quelli a tinta unita. L’obiettivo era rispondere con innovazione alla progressiva industrializzazione dei paesi in via di sviluppo.
Tuttavia, guardando oggi l’attuale supermercato, anche Cantoni ebbe la sua crisi irreversibile. Erano gli anni ‘70, complici l’aumento del prezzo delle materie prime e delle fonti energetiche, nonché il cambiamento della moda, che torna a prediligere i tessuti a tinta unita.
Gradualmente, Cantoni chiuse i suoi stabilimenti, l’ultimo quello legnanese del quartiere Olmina, nel 2004.
(Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Cotonificio_Cantoni e https://it.wikipedia.org/wiki/File:Cotonificio_Cantoni_-_Legnano_(1930).JPG)



















