sabato, 21 Maggio 2022

Gender gap: l’Italia fanalino di coda per donne ai vertici aziendali

Si parla molto di “Gender Gap” in questo periodo in Italia, ma alle parole ancora faticano a seguire i fatti. Da uno studio europeo condotto lo scorso anno da EWOB, l’European Women on Boards, di cui è membro anche l’italiana “Valore D”, è emerso come la percentuale di donne Ceo, vale a dire alla guida di aziende, sia scesa nel 2021 al 3% posizionando il Paese in fondo alla classifica insieme a Germania e Svizzera.

L’Italia conterebbe la più alta percentuale di presenze femminili nei Comitati dei Consigli di Amministrazione e nei Consigli di Sorveglianza, ma le cose cambiano quando si prende in esame il dato delle donne che risultano a capo degli stessi.

I dati sono ancora più sconfortanti con la percentuale di donne nei livelli direttivi pari solo al 17% e questo all’interno dell’Unione Europea che ai propri vertici di potere conta tre figure femminili con Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, Roberta Metsola neo eletta Presidente del Parlamento Eropeo e Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale.

Come sottolinea ampiamente Valore D, il solo 3% di donne ai vertici aziendali è un dato preoccupante, siamo ancora molto lontani dalla parità di genere e c’è ancora tanto da fare per cambiare il substrato culturale del Paese.

Considerando che le donne rappresentano la maggioranza degli studenti universitari, è incredibile realizzare che alla fine solo il 7% delle aziende europee hanno a capo una figura femminile.

I Paesi dove la parità di genere è in costante aumento Norvegia, Francia, Regno Unito, Finlandia e Svezia.

 

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