Mentre proseguono le operazioni a Milano per arginare la chiazza di gasolio che da ieri sera sta galleggiando sulla superficie del Naviglio Grande, avendo già compiuto nelle scorse ore una trentina di chilometri, puntando verso la Darsena, si guarda con apprensione alle ricadute in termini di inquinamento.
Una vera minaccia alla biodiversità del canale, data dalla dispersione di un idrocarburo, altamente nocivo e velonoso per le specie viventi. A rischio sicuramente la fauna ittica, come spiegano alcuni esperti, e danni anche agli uccelli che popolano le sponde del Naviglio Grande.
Nelle scorse ore la LIPU, Lega italiana Protezione Uccelli, ha raccolto e salvato un cigno, vicino ad Abbiategrasso, trovato con le piume imbrattate della sostanza nera oleosa. Enti come il Parco del Ticino e il Consorzio Villoresi si sono già detti intenzionati a fare la loro parte nelle operazioni di sanificazione ambientale che serviranno.




















