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Didattica a distanza: una questione di sguardi

(Foto di Alexandra Koch - Pixabay)

Particolare quanto appassionata una riflessione diffusa dall’Ente Morale di San Vittore Olona, istituto che comprende una scuola dell’Infanzia, una scuola elementare e una scuola media nell’Alto Milanese, messaggio dedicato alla didattica, che implica un utilizzo speciale degli sguardi, nello scambio di informazioni tra insegnanti e studenti.

Di seguito il testo dei docenti dell’Ente Morale.

“In questi ultimi tempi, a causa dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, molte volte abbiamo sentito usare la parola didattica: è stata usata dagli insegnanti, dai genitori, dai nostri governanti. Interrogandoci, noi docenti dell’Ente Morale San Vittore Olona, su quale sia lo stile di didattica che proponiamo, ci siamo soffermati su una parola: SGUARDO. Non è semplice esprimere in poche parole cosa accomuna un gruppo di persone che si occupa e si preoccupa dell’educazione e quali siano le scelte didattiche che le orientano nella formazione dei propri studenti, partendo dalla sezione primavera fino ad arrivare alla scuola secondaria di primo grado. Eppure c’è un denominatore comune ed è proprio la DIDATTICA DEGLI SGUARDI. Se dovessimo suddividere la progettazione didattica in fasi, noi utilizzeremmo queste: il tempo dello sguardo accogliente, il tempo dello sguardo appassionato, il tempo dello sguardo scambievole e il tempo dello sguardo formativo.

Nella prima fase i docenti osservano, dedicano spazio e tempo a conoscere le dinamiche relazionali, le preconoscenze dei propri studenti, le preoccupazioni, le posizioni. È il momento dello sguardo accogliente, una sguardo che, riconoscendo nell’altro un dono, lascia aperta la strada all’incontro ma che allo stesso tempo non invade, senza permesso, il territorio altrui. È il primo momento di ogni lezione, di ogni mattina, di ogni primo giorno in cui si affronta una nuova avventura scolastica. Non bisogna darlo per scontato perché da questo sguardo scaturisce il processo di apprendimento e la relazione di reciproca fiducia tra docente e discente. È uno sguardo che sa far silenzio e che si mette in ascolto del suono dell’altro. È uno sguardo inclusivo che vede in ciascun studente un’unicità da preservare.

La seconda fase è quella che noi dedichiamo allo SGUARDO APPASSIONATO. È lo sguardo del docente che, dopo aver osservato e ascoltato i propri studenti, sa travolgere con la passione, mette in campo la propria professionalità e le proprie competenze per insegnare ad interrogarsi sulla bellezza del creato. È il momento in cui l’allievo comprende che il proprio docente è il primo vero studente della classe. La passione nasce dalla curiosità, dal sapersi mettere in gioco e dal saper modificare i propri piani perché si è in grado di cogliere l’inaspettato e lo si rende dono condiviso. È la fase in cui si attivano diversi passaggi per giungere ad una conoscenza più profonda delle cose, condividendo le proprie preconoscenze e procedendo per tentativi ed errori, dove l’errore acquista valore, perché momento indispensabile per l’apprendimento.

La terza fase è quella dello SGUARDO SCAMBIEVOLE. È il momento in cui il gruppo classe ha il sopravvento, in cui i pari si confrontano su ciò che è stato appreso, approfondiscono e ancorano le proprie conoscenze. Mettono in gioco le proprie abilità e costruiscono le competenze. È il momento che precede la valutazione, quando il compito del docente è quello di farsi da parte, proprio come se non fosse presente. Gli sguardi scambievoli sono propri delle lezioni conclusive su un argomento, in cui si ha la consapevolezza di essersi arricchiti; sono propri dei bambini della scuola dell’infanzia dopo che hanno imparato a condividere gli spazi, i tempi e le regole della comunità; sono propri dei bambini della sezione primavera, quando hanno acquisito quelle autonomie che li rendono liberi di esplorare.

L’ultima fase è quello dello SGUARDO FORMATIVO. È il momento della valutazione del percorso sia per i docenti sia per gli studenti. È uno sguardo che tiene conto della strada fatta e non della vetta raggiunta, perché considera la formazione completa della persona, del cittadino, non la sua prestazione. È lo sguardo più difficile da mantenere perché è anche quello che riserviamo a noi stessi con l’autovalutazione. È quello che ci mette in discussione e che molte volte ci fa comprendere che c’è ancora tanta strada da fare. Questo sguardo però ci accompagnerà per il resto della vita perché sentirsi vissuto come dono dall’altro ci fa aprire alle esperienze e ci rende liberi di pensare.

Questa è la nostra proposta: una didattica di sguardi. Una proposta che ha cercato di accompagnare i nostri studenti anche nel lungo periodo del lockdown. Dovendo svolgere didattica a distanza, abbiamo scelto di vedere attraverso uno SGUARDO NUOVO. Uno sguardo nuovo per noi docenti: ci siamo messi alla prova con le nuove tecnologie, ripensando alle metodologie e alla modalità di relazione con il gruppo classe. Uno sguardo nuovo per le famiglie: ci hanno accolto nelle proprie case e hanno costruito ponti tra noi e i bambini. Uno sguardo nuovo per gli studenti: hanno mantenuto vive le relazioni con i compagni e con i docenti proprio attraverso gli sguardi, seppur utilizzando come mediatore uno schermo. Le scelte didattiche derivano da uno sguardo condiviso da tutto il nostro corpo docente, che accompagna lo studente nella sua formazione, dai primi passi nella comunità della sezione primavera fino ad arrivare al termine della scuola secondaria di primo grado. È quello sguardo di chi vede nell’altro un dono da scoprire, da rispettare, da condividere e da amare. È uno sguardo profondo che deve essere coltivato nel tempo e che si acquisisce facendone esperienza in prima persona: guarderò l’altro nello stesso modo in cui io sono stato guardato. È lo sguardo che tutti noi siamo chiamati ad imitare, lo sguardo che alla fine della Creazione fa dire “vide che era cosa molto buona”.

Sabato 28 novembre si terrà un “Open Day” virtuale dell’Ente, che presenterà sul suo sito ufficiale i percorsi didattici per il prossimo anno scolastico.

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