venerdì, 6 Marzo 2026
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Da depuratore a bioraffineria urbana: come si arriva alla produzione di biogas

Succede nell’impianto di depurazione di Rozzano: CAP Evolution, società di Gruppo CAP che opera nei settori del waste, wastewater ed energy, ha sviluppato una nuova piattaforma dedicata al trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi, rafforzando il percorso di trasformazione degli impianti di depurazione in bioraffinerie urbane.
La gestione dei rifiuti e la produzione di energia rinnovabile, passaggio chiave nel percorso del Gruppo verso il modello di green utility, con l’apertura a servizi e mercati complementari per il sistema produttivo.

L’impianto di Rozzano è stato scelto come sito strategico per integrare soluzioni avanzate di economia circolare, grazie alle sue caratteristiche impiantistiche e al ruolo già consolidato a servizio del territorio.

“L’impianto di Rozzano rappresenta un tassello strategico nel percorso di evoluzione industriale di Gruppo CAP e di innovazione delle infrastrutture a servizio del territorio. Con questa nuova piattaforma rafforziamo il ruolo dell’impianto come bioraffineria urbana: integriamo gestione dei rifiuti e processi di depurazione, migliorando le performance ambientali e generando benefici duraturi per cittadini e comunità locali”, spiega Michele Falcone, Direttore generale di Gruppo CAP.

Il passaggio è dal trattamento dei rifiuti alla produzione di energia rinnovabile. Il depuratore di Rozzano ha una capacità di trattamento pari a 122.000 abitanti equivalenti, di cui 56.000 riferiti alle acque reflue generate dall’agglomerato fognario e 66.000 legati al carico derivante dai rifiuti conferiti all’impianto. L’infrastruttura di depurazione delle acque reflue è composta da due linee acqua, con una capacità massima che raggiunge 40.000 metri cubi di reflui al giorno, e una linea fanghi, dotata di digestione anaerobica e gasometro per lo stoccaggio del biogas prodotto.
La nuova sezione impiantistica, realizzata con un investimento di 3,6 milioni di euro, ha portato alla realizzazione di una piattaforma di trattamento di rifiuti speciali.

L’impianto è in grado di ricevere fino a 104.000 tonnellate di rifiuti liquidi speciali non pericolosi e dispone di una capacità di stoccaggio complessiva di 440 m³, distribuita in 11 serbatoi in acciaio inox. È inoltre presente una sezione di pretrattamento chimico-fisico finalizzata a migliorare l’efficienza complessiva del processo.
La piattaforma integra anche una sezione dedicata alla gestione dei rifiuti solidi confezionati di origine alimentare: attraverso un processo di sconfezionamento e miscelazione con il fango biologico di depurazione, è possibile recuperarne e valorizzarne fino a 3.000 tonnellate all’anno.

Come si legge in una nota, un intervento con effetti che vanno oltre l’ampliamento operativo. L’apporto aggiuntivo di materia organica aumenta la produzione di biogas e quindi di elettricità, incrementando la produzione di energia destinata a coprire il fabbisogno dell’impianto e consolidando il ruolo chiave del depuratore sia nella gestione circolare delle risorse, sia nell’offerta di servizi qualificati per l’ecosistema – ambientale e produttivo – locale.

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