lunedì, 26 Settembre 2022

Compie 98 anni l’autostrada A8 Milano-Varese

(Foto da FB - Lombardia Segreta)

Novantotto anni fa il re d’Italia Vittorio Emanuele III inaugurava la Milano-Varese, la prima autostrada del mondo. 

Come riportato via social da Lombardia Segreta, “Il primo tronco, che collegava Milano con Varese, è la prima strada certificata come autostrada. Infatti in Germania erano già state realizzate numerose strade a scorrimento veloce riservate ai veicoli a motore e a New York esisteva dal 1908 la Long Island Motor Parkway, pensata per le sole automobili ma creata e utilizzata esclusivamente per gare automobilistiche e traffico privato. Però un concetto completamente differente da quello delle moderne autostrade ideate per unire due o più destinazioni in maniera veloce e usufruibili da tutti.

Nel 1923, un anno prima dell’inaugurazione, in Italia circolavano circa 84mila autoveicoli (oggi sono più di 50 milioni) e così si iniziò la necessità di unire destinazioni in maniera rapida in una strada riservata al traffico veloce e alle autovetture, senza carri, biciclette o pedoni. Il merito va dato all’iniziativa privata di Piero Puricelli, ingegnere italiano che dopo quindici mesi di progettazione e costruzione riuscì a far inaugurare il primo tratto di autostrada pubblico che oggi conosciamo come l’A8. Il costo dell’opera fu di circa 90 milioni di lire (oggi circa 83 milioni di euro). Per la realizzazione furono impiegati 219 manufatti in cemento, 2 milioni di metri cubi di terra e oltre 4mila operai che lavorarono giorno e notte. Il pedaggio era di 9 lire per le moto e tra le 12 e le 60 lire per i veicoli a seconda dei cavalli e della lunghezza del mezzo. 

La prima autostrada del mondo era composta da una sola corsia per senso di marcia, quasi completamente rettilinea, aveva pendenze non superiori al 3% e si poteva percorrere dalle 6 del mattino fino all’1 di notte. Sulla Milano-Laghi era stato stimato un transito giornaliero di 1000 veicoli a quattro o più ruote, una cifra che raddoppierà già nel 1938. Una testimonianza di quanto l’idea dell’ingegnere Piero Puricelli fosse stata rivoluzionaria”.

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