In concomitanza con lo sciopero nazionale della scuola organizzato questa mattina, il cosiddetto “No Meloni Day”, per protestare contro le politiche del governo a proposito della scuola, anche a Legnano gli studenti sono scesi in piazza: quelli degli istituti superiori, che si sono dati appuntamento in piazza Diaz, davanti alle scuole Bernocchi e Dell’Acqua. Stesso evento a Parabiago, al liceo Cavalleri.
A Legnano la manifestazione dei giovani, più di duecentocinquanta, ha vissuto alcuni momenti di particolare concitazione, quando nel pieno della protesta sono stati lanciati fumogeni, divelti alcuni cartelli stradali, svuotato un estintore, come riportato da fonti vicine all’evento. I ragazzi hanno inteso, sebbene con l’esagerazione del comportamento di alcuni, esprimere la propria contrarietà sulla condizione in cui versano numerose scuole in Italia, sui costi dei trasporti e dei libri di testo.
La foga dei ragazzi è stata contenuta dalla Polizia di Stato, da quella locale e dai Carabinieri, che hanno seguito il corteo fino alle Gallerie Cantoni.
Ad incrociare le braccia aderendo al No Meloni Day anche i docenti, i dirigenti e il personale ATA, che chiedono la revisione dei salari e la lotta al precariato.
Una voce contro le esagerazioni della manifestazione studentesca legnanese è quella di Gioventù Nazionale, che ha diffuso un comunicato nelle scorse ore, firmato da Gioele Tafuri, membro del gruppo, deprecando gli eccessi.
“Il fantomatico No Meloni Day diventa ancora una volta l’occasione di lanciare bombe carta, creare tensioni e danneggiare la nostra città. Davvero siamo arrivati a questo punto? Fatichiamo a capire cosa c’entri tutto questo con i problemi della scuola. C’è un’enorme differenza tra far sentire la propria voce e pensare di poter fare quello che si vuole, senza alcun rispetto per la città e per le persone che la vivono”.
Il No Meloni Day ha avuto luogo in numerose piazze d’Italia, in molte delle quali ha sventolato lo stesso striscione: “I soldi alla scuola, non alla guerra”.

















