Per la prima volta nei teatri italiani va in scena “I soliti ignoti”, il capolavoro della commedia del compianto Mario Monicelli, interpretato da Giuseppe Zeno e Fabio Troiano, rispettivamente nei ruoli che furono di Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni.
Un classico della cinematografia che approda sui palchi di tutt’Italia, raccontando le gesta maldestre e divertenti di un gruppo di “ladri della domenica” che cercano di sbarcare il lunario in una Roma del secondo Dopoguerra. Un gruppo di disperati che non vede nel furto al Monte di Pietà un mezzo per acquisire potere, auto di lusso, oggetti importanti, ma il sistema più facile per ottenere piccole cose del quotidiano. Un insieme di uomini con le loro fragilità e i loro diversi dialetti, che ognuno ha portato giungendo a Roma con l’illusione di una vita finalmente diversa, come “Ferribotte”, ruolo interpretato magistralmente sullo schermo da Tiberio Murgia mentre nella pièce teatrale ha il volto di Vito Fracciolla, siciliano geloso della sorella che deve dare in sposa a “qualcuno perbene”.
La trasposizione teatrale porta la firma di Vinicio Marchioni che racconta così la sua avventura monicelliana: “Ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero. Così l’idea di realizzare lo spettacolo teatrale dal film, mi ha immediatamente conquistato. E’ una storia bella e necessaria, che ci parla del presente immergendoci nel passato.
La povertà del dopoguerra è una piaga che resiste ancora oggi, sebbene in altre forme, in tante zone d’Italia. Vorrei restituire sulla scena l’urgenza sentita dai personaggi di superare la miseria che li affligge, insieme alla vitalità indistruttibile e alla magia di un’Italia passata verso la quale proviamo nostalgia e tenerezza”.
(Al Teatro Manzoni di Milano dall’8 al 20 febbraio).


















