venerdì, 27 Gennaio 2023

Approvata alla Camera la legge sul fine vita

La Camera ha approvato ieri, giovedì 10 marzo, la nuova legge sul fine vita, a tre anni e mezzo dalla prima ordinanza della Corte costituzionale che l’aveva chiesta al Parlamento. Adesso la normativa passa al Senato. La legge sul suicidio assistito, più precisamente le “Disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita“, ha ottenuto 253 voti a favore e 117 contro, con un’astensione.

Soddisfazione per i sostenitori della legge, certi che si tratti di un primo passo avanti fondamentale, soprattutto per rispondere ai cittadini anche su questioni etiche cui il Parlamento non si può sottrarre.

Nel 2018 la Corte aveva dichiarato parzialmente incostituzionale il reato di aiuto al suicidio, nella sentenza sul caso Dj Fabo-Cappato, indicando tuttavia quattro requisiti essenziali, per una legge: “che il paziente sia in grado di intendere e volere; che sia affetto da una malattia non reversibile; che abbia sofferenze psichiche o fisiche intollerabili; che dipenda da presidi vitali”, come si legge in una nota. E ieri queste quattro condizioni sono state ribadite, nella presentazione della legge, essendo alla base del provvedimento approvato poi dalla Camera.

Tra gli argomenti discussi prima della votazione e poi approvati, anche la possibilità di obiezione di coscienza da parte dei sanitari, e l’esclusione della punibilità per il medico.

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