Sta già destando particolare preoccupazione in questi giorni la brionchiolite, l’infezione stagionale da VRS, il virus sinciziale, che colpisce i bambini più piccoli fino ai 5 anni di età.
L’anno scorso la bronchiolite ha fatto ammalare il Italia 15mila bambini, che hanno avuto bisogno del ricovero in ospedale e 3mila di loro in terapia intensiva. Purtroppo si sono registrati anche sedici decessi.
Ma un farmaco di prevenzione può scongiurare la diffusione della malattia: si tratta di un anticorpo, il Nirsevimab che, stando a fonti vicine alla vicenda, il Ministero della Salute potrebbe rendere disponibile a breve in tutte le Regioni, pagato dal Sistema Sanitario nazionale, quindi gratuito per i piccoli pazienti.
E’ di questi giorni, infatti, il confronto tra AIFA, l’Agenzia italiana del Farmaco, affinchè il vaccino sia reso disponibile per l’ente sanitario, che a sua volta lo potrà distribuire alle Regioni, dato l’aumento dell’incidenza del VRS.
Il vaccino trova d’accordo anche i medici pediatri, che auspicano di poter avviare la somministrazione del Nirsevimab ai neonati già da novembre.


















