mercoledì, 11 Marzo 2026
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Al via a Legnano la raccolta fondi per formare bambini e ragazzi con Sessantamilavitedasalvare

Alla base di tutto c’è un’idea semplice ma potente: costruire una rete fatta di persone consapevoli, preparate e pronte a intervenire.

Con i fondi raccolti sarà possibile offrire la formazione gratuita ai bambini di elementari e medie, e la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si è impegnata a versare il 30% dell’importo del progetto non appena sarà raggiunto il 70% della raccolta fondi. E I fondi serviranno per coprire le spese dei materiali necessari a insegnare le basi del primo soccorso nelle scuole legnanesi.

L’appello è stato lanciato in questi giorni dall’associazione Sessantamilavitedasalvare Altomilanese Odv, che con i suoi volontari andrà nelle scuole. La raccolta fondi è on line a questo link: https://www.ideaginger.it/progetti/il-defibrillatore-amico-del-cuore.html, tutti possono partecipare anche con una piccola cifra.

La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si è impegnata a versare il 30% dell’importo del progetto non appena sarà raggiunto il 70% della raccolta fondi. La banca ha scelto non soltanto di promuovere e sostenere l’iniziativa, ma di coprire anche i costi di formazione dei partecipanti e di iscrizione alla piattaforma ideaginger.it per la pubblicazione online della raccolta fondi.

La cifra da raccogliere è di 5mila euro per formare 500 studenti della primaria e secondaria di I livello delle Scuole Bonvesin De La Riva e Rodari di Legnano, se si raggiungeranno i 7.000 euro si aggiungeranno anche le classi quinte del Liceo Galileo Galilei di Legnano. Con altri mille euro raccolti in più si provvederà ad installare un defibrillatore disponibile 24H nei giardini di Via Guerciotti tra l’Istituto Bonvesin de la Riva e il Liceo Galileo Galilei di Legnano, a servizio delle scuole, ma anche della cittadinanza.

Come spiegato in una nota, portare la cultura della prevenzione e del primo soccorso direttamente nelle scuole, partendo dai più piccoli e accompagnando i ragazzi fino alla soglia dell’età adulta è il cuore del progetto, che si vuole realizzare negli istituti del territorio, con un percorso educativo differenziato per età e costruito per rendere bambini e ragazzi parte attiva della catena del soccorso. A supporto delle attività servono manichini da utilizzare e in classe si prevede di distribuire strumenti didattici come cartonati interattivi collegati a un’applicazione che simula l’uso del defibrillatore, libretti di partecipazione per ogni alunno, un segnalibro simbolico e materiali pensati per accompagnare il percorso lungo tutti gli anni della scuola primaria e secondaria. È per questo che servono i fondi, i volontari si occuperanno della formazione in classe”.

“Il senso profondo dell’iniziativa sta proprio nell’idea che chi può intervenire può fare la differenza. In alcune situazioni di emergenza, infatti, la persona presente sul posto non è un adulto formato, ma un bambino o un ragazzo, che era affidato a lui. Per questo il progetto punta a fornire strumenti semplici, concreti e adatti alle diverse fasce d’età, affinché anche i più giovani sappiano riconoscere un’emergenza, attivare correttamente i soccorsi e, quando possibile, intervenire”, spiega Luca Cantarella, vicepresidente di Sessantamilavitedasalvare Altomilanese Odv.

Alle scuole medie il lavoro si concentrerà maggiormente sulla consapevolezza. I ragazzi impareranno a riconoscere i principali segni e sintomi di un arresto cardiaco, a capire se una persona è cosciente o se respira in modo efficace e a rispondere correttamente alle due domande chiave che l’operatore della centrale pone durante una chiamata di emergenza. Sarà introdotto anche l’utilizzo di applicazioni dedicate e di supporti interattivi che simulano il funzionamento del defibrillatore, accompagnati da prove pratiche su manichino, già previste anche per le scuole superiori.

Per gli studenti delle quinte superiori, in particolare nei licei dove il progetto è già stato avviato, è previsto un corso completo di primo soccorso, consentito dai 16 anni in su. Un percorso strutturato che permette ai ragazzi, ormai maggiorenni, di acquisire competenze operative più avanzate e una reale autonomia di intervento.

 

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