Lo ha reso noto nelle scorse ore la società calcistica FC Inter: è morto Sandro Mazzola, “uno dei più grandi calciatori della storia”.
Mazzola aveva 83 anni. Era entrato nelle fila dell’Inter da bambino, quando aveva 8 anni, e da quel momento non aveva mai più lasciato la maglia nerazzurra, come centrocampista. Negli anni in cui aveva smesso di giocare, Mazzola era diventato dirigente e direttore sportivo, quindi opinionista e commentatore televisivo.
“FC Internazionale Milano, il suo presidente Giuseppe Marotta, il Vice President Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra e del calcio mondiale e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari”, scrive così il suo club.
“Quanto è difficile trovare le parole migliori per salutare chi ha scritto la storia, l’ha scritta per davvero, in maniera indelebile e senza precedenti? E poi si fa fatica, attanagliati da una malinconia che è già presente e che non ci lascerà, perché ci sembra di vederlo ancora qui, tra la sede ed Appiano, a ricordare di Puskas, di Herrera, di Suarez e Corso, un aneddoto dietro l’altro subito da mischiare con l’attualità, la voglia di Inter accesa negli occhi, di parlare di Lautaro e della nostra Inter, quella di adesso, quella di sempre.
Sandro Mazzola è stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra.
Lui è stato la storia dell’Inter. Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo.
Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca anche quando è impossibile vincere, come in quel 9-1”. Lo faremo, Sandro”, si legge nella nota di cordoglio dell’Inter.
Con l’Inter Mazzola ha vinto quattro scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, il titolo di capocannoniere in Serie A, con diciassette goal nel 1965, e in Coppa dei Campioni, con sette goal nel 1964. Secondo nel Pallone d’Oro 1971 dietro a Johan Cruyff.



















