Non è esente dalla presenza di batteri l’insalata venduta in busta, prodotto già lavato e pronto al consumo, che diverse aziende produttrici hanno immesso nel mercato da anni, favorendo soprattutto i consumatori che hanno poco tempo, per preparare l’insalata tradizionale.
Tuttavia, i risultati di una recente indagine sanitaria condotta a Torino, confermerebbero la presenza di batteri ancora attivi nelle insalate in busta, portatori di numerose patologie anche gravi.
Molti dei campioni analizzati sono risultati contaminati: il lavaggio con acqua prima del confezionamento non basta, ma è necessario ripeterlo prima del consumo. Anzi, si consiglia per l’insalata un bagno di almeno venti minuti con il bicarbonato.
La presenza di batteri è naturale nell’insalata, ma per la salute dei consumatori è necessario provvedere ad un’azione di pulizia che inibisca la pericolosità di taluni patogeni, dannosi per soggetti come le donne in gravidanza, mentre chiunque può rischiare, in mancanza di igiene, di contrarre una gastroenterite.
Alcuni accorgimenti valgono già in fase di acquisto delle insalate in busta, come evitare le buste gonfie e con presenza di condensa, le foglie chiuse e appassite. Alla data di scadenza è necessario sottrarre almeno un giorno, perché i processi naturali di deterioramento delle insalate sono già in corso.

















