Piazza San Magno transennata ma comunque piena di persone, tutte quelle che in Basilica non ci sono potute entrare, radunatesi numerosissime per porgere l’ultimo saluto a Bruno Gulotta, vittima del terrorismo a Barcellona, e stringersi con affetto ai suoi familiari.
Ha avuto inizio nel primo pomeriggio di oggi la cerimonia funebre per il giovane legnanese, le cui spoglie sono state rimpatriate un paio di giorni fa, dopo l’attentato sulla Rambla della scorsa settimana.
Per lui una città avvolta dal silenzio e dal rispetto: oggi il giorno dell’estremo saluto cui in tanti hanno voluto partecipare.
Sul sagrato di piazza San Magno molte persone a seguire la Messa per Bruno con i cellulari, collegati alla diretta streaming.
All’interno della basilica la bara è stata sistemata davanti all’altare, con corone di fiori e i Carabinieri in alta uniforme.
Un’unica macchia come una bandiera tra le panche: quella dei sindaci venuti dai Comuni del circondario e della Città Metropolitana, con le loro fasce Tricolori, a rappresentare la società civile, insieme ai rappresentanti del Governo centrale e della Regione Lombardia.
Inni nel corso delle esequie sono stati eseguiti dal Coro Jubilate.
“Ciò che oggi ci unisce è la speranza. Il nostro oggi qui è un gesto di affetto e di fiducia. La liturgia ci conduce attraverso dei gesti che accompagnano questo momento di passaggio. La vita non si toglie, la vita si da. Decisa è la condanna, senza se e senza ma, verso ogni violenza, specie se è compiuta in nome di Dio, e soprattutto così, contro una famiglia che era in vacanza. Il nostro adesso è un compito educativo: diffondere i valori della solidarietà e della pace. Ci unisce l’umanità, se perdiamo l’umanità abbiamo perso tutto. Aiutiamoci tutti a diffondere la speranza, perché al mondo c’è ancora tanta gente buona”, ha detto nella sua omelia mons. Angelo Cairati, prevosto di Legnano.






















