Alle 23 di sabato primo aprile, la Svizzera blinda tre dogane – minori e per questo le più frequentate dai ladri durante la notte con l’obiettivo di aumentare la sicurezza e impedire il passaggio di malviventi che sconfinano dall’Italia. Il provvedimento, che sarà in vigore tutte le notti fino alle 5, riguarda i valichi di Pedrinate, Novazzano, Marcetto e Ponte Cremenaga, nelle province di Como e Varese. Gli accessi saranno sbarrati dalle 23 alle 5 e sarà vietato il passaggio di qualsiasi veicolo o pedone. La sperimentazione che parte il primo aprile durerà sei mesi. Il divieto di passaggio creerà qualche disagio ai residenti della zona e ai pendolari, che potranno comunque utilizzare le dogane di Bizzarone e Ponte Faloppia, oltre naturalmente a quelli di Chiasso Strada e di Brogeda autostrada, che restano aperti 24 ore su 24.
La chiusura notturna delle dogane è un progetto in discussione da anni in Canton Ticino. L’ipotesi iniziale prevedeva il blocco di sedici valichi, provvedimento poi ridimensionato e approvato in via sperimentale solo in forma ridotta. L’obiettivo dichiarato dagli stessi elvetici è di arginare i furti in Canton Ticino. Reati che, secondo gli svizzeri, spesso sarebbero commessi da malviventi italiani in trasferta oltreconfine. L’idea è nata da una mozione della consigliera nazionale della Confederazione Roberta Pantani, esponente leghista.
L’operazione, denunciano sul versante italiano gli amministratori locali, è stata fatta «in modo unilaterale». «Dalla Svizzera non ci è stata fatta alcuna comunicazione attacca Cristian Tolettini, sindaco di Colverde. Si chiude un pubblico passaggio e nessuno ci informa, non è corretto». I primi cittadini dei Comuni interessati hanno contestato il progetto, anche sui tavoli istituzionali. «Ci siamo rivolti alla Regio Insubrica e alle istituzioni lombarde e ticinesi dice Tolettini. Il provvedimento, secondo gli svizzeri, è nato per contrastare la criminalità e, in particolare, i furti oltre il confine. È una cosa che non ha senso, la sicurezza non si ottiene blindando i confini. Tra l’altro, la maggior parte dei reati di questo tipo non avviene in orari notturni». «La chiusura delle frontiere penalizza i cittadini onesti come i frontalieri o chi vuole muoversi in libertà, attacca ancora il sindaco di Colverde. Se vogliono garantire la sicurezza ai loro cittadini, due Stati devono organizzarsi in modo diverso e usare strumenti appropriati. I nostri Comuni, ad esempio, hanno investito risorse importanti per installare telecamere di videosorveglianza nella fascia di confine. I valichi sono controllati 24 ore su 24. Siamo disposti a collaborare per la sicurezza di tutti, ma gli svizzeri non devono scaricare a priori la responsabilità dei furti sugli italiani e non devono agire in modo unilaterale».
Fonte (IL CORRIERE)

















