Donne, fascia di età compresa tra i 35 e 44 anni e residenti nel Centro Italia sono gli identikit nei quali si concentra maggiormente il profilo di giocatore su cui la prevenzione nel gioco on line potrebbe risultare più efficace, definito dai ricercatori come “controllo vulnerabile”.
E’ quanto emerge da uno studio pilota realizzato da Almar Quality Research e Sé Synergic Evolution per Betnero Academy, che ha coinvolto 104 giocatori on line. Nel campione, il profilo riguarda il 59% delle donne, contro il 43% degli uomini, il 57% dei giocatori tra 35 e 44 anni e raggiunge il 65% nel Centro Italia. La ricerca rileva inoltre che, dopo aver provato il Casino Risk Calculator, uno strumento gratuito che, inserendo budget e puntata, simula il rischio economico di una sessione di gioco a slot, roulette e blackjack, i partecipanti dichiarano una maggiore riflessione prima di iniziare una sessione e una maggiore attenzione al budget e ai limiti di spesa.
“Questo studio mette in luce un aspetto psicologicamente decisivo: sapere qual è il proprio limite non significa necessariamente riuscire a rispettarlo. Nel momento in cui si gioca, una perdita, il desiderio di recuperare o il coinvolgimento emotivo possono modificare il peso di una decisione presa a mente fredda. È proprio in questo passaggio che la prevenzione può diventare più efficace: intervenire quando il controllo è ancora presente, ma può diventare vulnerabile”, dichiara Paola Iannello, professoressa associata di Psicologia generale all’Università Cattolica di Milano.
Lo studio quantitativo pilota è partito da 3.921 potenziali rispondenti, tra i quali sono stati individuati 1.281 giocatori maggiorenni e, attraverso una selezione per tipologia di gioco, livello di rischio, età, genere e area geografica, sono state realizzate 104 interviste valide.
Il campione è composto per il 53,8% da giocatori di slot, per il 26% da giocatori di roulette e per il 20,2% da giocatori di blackjack; gli uomini rappresentano il 62,5% dei partecipanti e le donne il 37,5%, mentre l’82,7% ha tra i 25 e i 54 anni.
Sono stati esclusi, tra gli altri, i giocatori con indicatori di comportamento potenzialmente problematico, non rientranti nel target preventivo primario dello strumento.
La ricerca ha dunque individuato tre profili in base al rapporto dichiarato dei partecipanti con il controllo del gioco.
Il “controllo consolidato” identifica chi riferisce di avere regole e limiti di spesa generalmente stabili; il “controllo vulnerabile” riguarda chi dichiara di avere regole di controllo, ma con maggiore difficoltà nel mantenerle durante il gioco; il “controllo fragile”, osservato solo a fini esplorativi, comprende invece chi riferisce un controllo più debole e una maggiore difficoltà nel definire o rispettare i propri limiti.
I tre gruppi comprendono rispettivamente 47, 51 e 6 partecipanti. Il primo comprende 47 persone, il secondo 51 e il terzo 6, utilizzate esclusivamente a fini esplorativi.
La distribuzione dei profili evidenzia differenze interessanti anche per genere, età e territorio. Il gruppo con controllo consolidato è relativamente più presente tra gli uomini: vi rientra il 52% degli uomini intervistati, contro il 33% delle donne, e tra i giocatori con più di 55 anni, che rappresentano il 57% della relativa fascia. A livello territoriale, il profilo raggiunge il 64% nelle Isole, il 54% nel Nord Ovest e il 48% nel Nord Est.
Il profilo vulnerabile presenta invece la concentrazione più elevata tra le donne, nella fascia 35-44 anni e nel Centro Italia. Secondo i ricercatori, la fascia 35-44 anni può essere caratterizzata dalla sovrapposizione di responsabilità lavorative, familiari ed economiche e da una minore disponibilità di tempo personale.
Queste condizioni potrebbero, per alcuni giocatori, rendere più difficile mantenere durante la sessione i limiti stabiliti in precedenza.
Si tratta tuttavia di un’interpretazione esplorativa, che non consente di estendere questi risultati all’intera popolazione italiana.


















