“Il gasolio decolla oggi in autostrada di 2 cent al litro. In appena un giorno un pieno di 50 litri costa esattamente 1 euro in più. Ancora peggio in Friuli Venezia Giulia dove in 24 ore un rifornimento si paga 1,25 euro, in Liguria 1,20 euro, nel Lazio, medaglia di bronzo, 1 euro e 15 centesimi”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i più recenti dati MIMIT.
“In autostrada, in due giorni, un pieno costa 1 euro e 5 centesimi in più, a fronte di un calo della benzina di 55 centesimi, un andamento opposto, un divario di 1 euro e 60 centesimi che dimostra la responsabilità del Governo nel determinare questa pericolosa inversione di rotta a fronte di un gasolio che ha ancora prezzi lunari, e che oggi si paga 2,287 euro al litro in autostrada, oltre 46 centesimi in più rispetto al 27 febbraio, pari a oltre 23 euro a rifornimento”, spiega Dona.
E ancora: “E’ incredibile il voltafaccia della Premier Meloni che il 16 settembre, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri, aveva dichiarato “il 5 ottobre non si va a zero perché interviene il sistema delle accise mobili”. Il fatto più grave che non si vuole capire, parlando a vanvera dell’equità del taglio delle accise, è che il caro carburante incide sull’inflazione che è, come diceva Einaudi, la più iniqua delle tasse dato che colpisce soprattutto i ceti meno abbienti. Tutto questa senza considerare che tassare gli extraprofitti delle compagnie energetiche avrebbe consentito un taglio delle bollette di luce e gas aggirando qualunque vincolo di bilancio europeo”.



















