Succede a Legnano, dove nelle scorse ore al Comando della Polizia locale è arrivata una segnalazione da parte di un cittadino, che aveva ricevuto un’e-mail dalla sedicente direzione generale di Polizia giudiziaria a seguito di un’indagine informatica, che avrebbe appurato infrazioni in materia di pedopornografia, siti pornografici e cyber-pornografia.
Il ricevente, che era stato contattato in passato anche telefonicamente da sedicenti funzionari di polizia, ha compreso perfettamente trattarsi di una truffa e si è rivolto al Comando di corso Magenta.
Come spiegato in una nota diffusa dal Comune per mettere in guardia tutti i cittadini, l’allegato all’e-mail inviata presenta diverse caratteristiche che dovrebbero destare sospetto, come la formattazione anomala della lettera, l’assenza di una firma, il nome citato di una persona che non ha la carica di Procuratore della Repubblica, i simboli sformattati. Ad allertare i cittadini devono essere anche le modalità di comunicazione da parte della Polizia Giudiziaria, che non avvengono mai per posta elettronica.
“Voglio ringraziare il cittadino che ha comunicato il tentativo di truffa alla nostra Polizia locale, perché ci offre l’occasione di ribadire quello che deve essere il comportamento da tenere in questi casi. I truffatori, per gettare le persone in uno stato di panico e abbattere le difese del senso critico, fanno sempre leva su accuse di entità molto grave.
L’unico modo per affrontare questo tipo di truffe, che avvengono nella modalità dello spam, è rivolgersi immediatamente alle nostre forze dell’ordine, Polizia postale, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza o Polizia locale: niente meglio di un contatto diretto, cui fare tutte le domande del caso, può aiutare a venire a capo di situazioni che, nella stragrande maggioranza dei casi, colpiscono le persone alla sprovvista e che rischiano, se non affrontati correttamente, di trasformarsi in problemi, quelli sì, reali”, il commento Mario Brambilla, assessore alla Sicurezza.



















