“La casa dei salici” è un romanzo scritto da Juana Cortés Amunárriz e tradotto da Camilla Falsetti.
La storia è ambientata a Fuenterrabia, chiamata Hondarribia in basco, una cittadina situata a Nord Est della Spagna, nei Paesi Baschi.
E’ ambientato nel 1943 e, mentre l’Europa è devastata dal Secondo conflitto mondiale, la Spagna sta vivendo gli anni feroci della sottomissione e delle vendette franchiste, dopo la guerra civile.
In questo scenario di terrore, miseria e sospetti, la cittadina, grazie alla vicinanza dei confini francesi, diventa un punto nevralgico, un’ottima via di fuga e di speranza.
Il romanzo illustra la casa Mendiola che, dopo la morte del marito e del fratello, diventa un microcosmo al femminile: Miren vi abita con le due figlie, la madre e la cognata.
L’equilibrio della casa è però turbato quando le donne decidono di dare rifugio ad un pilota inglese ferito. Questa scelta è dettata da un profondo senso di umanità e di ribellione. Il pericolo raggiunge l’apice quando si sparge la notizia dell’imminente visita ufficiale del dittatore Francisco Franco nel loro paese.
È un romanzo straordinario che letteralmente incolla alle pagine il lettore, facendolo partecipe in prima persona. La comparsa di Manuel Montes, uno dei franchisti incaricati di organizzare la visita del dittatore e, per Miren, un’antica ferita mai rimarginata, spinge la donna a rompere gli indugi, dando il via ad una serie di scelte drammatiche i cui effetti graveranno sulla “casa dei salici” per lungo tempo.
Il romanzo restituisce voce alle donne, spesso relegate ai margini della società. È un libro sulla memoria, sulla paura e sul coraggio morale, e soprattutto è un libro da leggere, fortemente consigliato.



















