Il “fine vita” si riferisce all’ultima fase della vita di una persona affetta da una malattia irreversibile e inguaribile: come gestire i trattamenti sanitari e le cure palliative? Come garantire dignità e autonomia decisionale al paziente? L’argomento sta sollevando complesse questioni etiche, legali e mediche suscitate in particolare dai fautori del suicidio medicalmente assistito.
In Italia pur rimanendo l’“eutanasia attiva” un reato, in realtà ben tre leggi pressoché sconosciute oggi regolano questa materia e consentono un’ampia autonomia dei pazienti in materia di cure. E altra tematica di cui non si parla riguarda l’insegnamento della chiesa cattolica, che coincide in gran parte con quello dello Stato, perché entrambi, Chiesa e Stato, danno ampio spazio all’autonomia della persona malata.
Ne parlerà a Milano don Michele Aramini, specializzato in teologia morale e bioetica, docente di teologia alla Università Cattolica, sede di Milano, dal 1966, nel corso della conferenza dal titolo “Il ‘Fine vita’ nella legislazione italiana e nell’insegnamento della Chiesa Cattolica”, che approfondirà in particolare le condizioni che Stato e Chiesa propongono, perché l’esercizio dell’autonomia sia fatto nella verità e nell’amore.
L’evento è organizzato dal Movimento Cristiani Lavoratori, Sezione Provinciale di Milano.
La conferenza si terrà giovedì 29 gennaio alle 21, in Santa Maria alla Fonte (Chiesa Rossa), via Domenico Savio 3, fermata metropolitana du Abbiategrasso. Ingresso libero.



















