mercoledì, 10 Giugno 2026
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6 ottobre 1924: la prima trasmissione radiofonica italiana. Il Paese celebra il centenario

La radio è di tutti, la radio è per tutti. E compie esattamente oggi, domenica 6 ottobre, 100 anni la prima trasmissione radiofonica italiana della RAI.

Nei giorni scorsi nell’aula del Senato la felice ricorrenza della radio è già stata celebrata, con un momento dedicato organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, insieme all’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” e a RAI Radio 3. Con l’occasione sono stati ricordati alcuni programmi radio che hanno contribuito a fare la storia della radio stessa, tra quelli più popolari e seguiti, quelli che hanno idealmente unito un intero Paese all’ascolto, come soltanto la radio sa fare anche oggi, raggiungendo le case di milioni di ascoltatori.

Nel tempo la tecnologia si è evoluta ed anche la radiofonia è cambiata, avvalendosi di strumenti sempre più potenti ed efficaci.

Fino a questa sera, a Palazzo Madama nella sala dedicata a Guglielmo Marconi, saranno esposti alcuni cimeli legati al Centenario della radio: documenti, microfoni, strumenti per le prime emissioni. Tra questi anche il famoso cicalino della radio che dal 1936 riproduceva il canto di un uccellino, tra un programma e l’altro: tra i primi jingle della storia.

Radio Delta International è a metà strada, poiché ad ottobre del 2026 compierà i suoi primi 50 anni. Giovanni Ciminelli, editore di Radio Delta International, che coordina da 40, e Settenews.it, coglie l’occasione per commentare l’importanza e la bellezza del servizio radiofonico.

La radio per me è sempre stata una passione ardente che continua a correre forte sulle onde digitali. Quando ho iniziato questo viaggio 40 anni fa, non avrei mai immaginato che la radio avrebbe potuto darmi così tanto. È stata una passione totalizzante, travolgente, quasi come avere un amante segreto, capace di regalarmi soddisfazioni immense, ma anche momenti di sconforto. La radio, per me, è come il motore di una Ferrari: potente, imprevedibile, e sempre pronta a spingermi oltre i miei limiti.
Oggi, guardando indietro a quel lungo percorso, mi rendo conto di quanta strada abbiamo fatto. Dai primi passi, in cui tutto era analogico e l’FM era il nostro unico regno, fino ad arrivare ad oggi, dove la radio si è trasformata e adattata ai tempi moderni. Con i device DAB, lo streaming online, i podcast e tutte le nuove tecnologie digitali, siamo riusciti a cavalcare l’onda giusta. La radio non solo è sopravvissuta, ma ha saputo reinventarsi, continuando a essere un punto di riferimento per chiunque voglia ascoltare qualcosa di autentico, di vivo.

Parlare in radio non è soltanto trasmettere suoni e parole: è condividere un pezzo di te stesso con chi ascolta, e questo crea una relazione unica e potente.
Ma, come ogni grande amore, anche la radio ha i suoi dolori. Non sono mancati i momenti difficili, le sfide, le critiche. Ci sono stati giorni in cui il segnale non era perfetto, o la trasmissione non risuonava come speravo. Ma è proprio in quei momenti che capisci quanto la radio sia parte di te. Ti spinge a migliorare, a non fermarti mai, a trovare nuovi modi per raggiungere il cuore del tuo pubblico.
E oggi, dopo 40 anni, posso dire con orgoglio che siamo nel posto giusto. Con la radio digitale, lo streaming e tutte le nuove piattaforme, siamo più connessi che mai.

La nostra voce arriva ovunque, in tempo reale, e l’esperienza dell’ascolto è diventata più ricca, più interattiva. La radio ha saputo evolversi, senza mai perdere la sua essenza, quella stessa essenza che mi ha affascinato tanti anni fa e che continua ad alimentare la mia passione.
C’è qualcosa di magico nel fatto che, nonostante il passare del tempo, la radio rimanga viva, vibrante, pronta a dare gioie e dolori.

La radio compie 100 anni, ancora oggi il miglior mezzo per la comunicazione.
Con Radio Delta International siamo sull’onda giusta, e la corsa non è ancora finita, se oggi siamo ancora qui devo ringraziare in primis i nostri partner, gli ascoltatori e tutti i collaboratori che mi hanno permesso di fare tutto questo. Buona radio a tutti!”.

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