mercoledì, 10 Giugno 2026
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“Sono stato io”: il giovane hacker arrestato ammette le intrusioni ai sistemi del governo. Sistemi decisamente poco sicuri

(Foto di Markus Spiske - Pixabay)

Ha ammesso nelle scorse ore le sue responsabilità, l’hacker 24enne siciliano intercettato nei giorni scorsi dalla Polizia Postale ed arrestato, dopo le indagini condotte dalla Procura di Napoli, per gli attacchi informatici perpetrati dai danni di siti governativi e di aziende.

Il ragazzo ha confessato di essere riuscito ad entrare, più precisamente, nei server del Ministero della Giustizia.

L’indagine tuttavia non è ancora conclusa, anche perchè sarebbe vasto il materiale recuperato in possesso del giovane informatico, come riportato da più fonti. Lo stesso dovrà rispondere per accesso abusivo aggravato a strutture informatiche e diffusione di malware, vale a dire di virus.
Nel frattempo la sua difesa ha chiesto la scarcerazione per “l’insussistenza del pericolo di fuga, del rischio di inquinamento delle prove e della possibilità di reiterare i reati contestati”. 

Mentre si avvia il processo per lui che si delinea lungo, restano da valutare i sistemi del Governo, che presentano delle indubbie falle, come commentano in tanti, e scarsa sicurezza proprio dal punto di vista dell’impenetrabilità.

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