mercoledì, 15 Aprile 2026
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UNC: la benzina self sfonda 1,8 euro al litro in Calabria e a Bolzano. Il Governo intervenga subito senza temporeggiare

In soli due giorni, dal 4 al 6 marzo, il gasolio self è aumentato di 11,6 centesimi al litro in Sicilia, pari a 5,80 euro in più per un pieno di 50 litri, mentre la benzina self ha sfondato la soglia di 1,8 euro in Calabria e a Bolzano. E’ quanto emerge dallo studio dell’Unione Nazionale Consumatori basato sulle medie regionali e autostradali calcolate giornalmente dal Mimit.

La classifica delle regioni che in due giorni hanno registrato i maggiori rialzi per quando riguarda il gasolio in modalità self service vede al 1° posto la Sicilia, con un balzo di 11,6 centesimi al litro (+5,80 euro a rifornimento). Al secondo il Molise (+10,6 centesimi equivalenti a 5,30 euro per un pieno), seguito dalla Campania (+10,5 centesimi, +5,25 euro a rifornimento).
La regione più virtuosa, l’Umbria (+8,6 centesimi, +4,30 euro) anche se l’incremento più basso è per le autostrade: +8 centesimi, +4 euro per un pieno.

Per quanto riguarda la benzina, Calabria e Bolzano che sono le prime regioni a sfondare la soglia di 1,8 euro (1,801), seconde soltanto alla rete autostradale che segna 1,854 euro. Segue la Basilicata con 1,792.

Per la classifica delle regioni che hanno la maggiore crescita dei prezzi della benzina self (tabella n. 2), al primo posto Campania e Molise, dove dal 4 al 6 marzo segnano una variazione di 4,4 centesimi al litro, 2 euro e 20 per un pieno di 50 litri.

“Sono evidenti le speculazioni, considerato che al momento non c’è alcuna contrazione effettiva dell’offerta di carburanti e nemmeno di petrolio. Per questo chiediamo al Governo di mandare la Guardia di finanza a effettuare controlli a tappeto presso le compagnie petrolifere e i distributori e di intervenire con un primo provvedimento che riduca di 10 centesimi le accise sui carburanti così da frenare ulteriori rincari. Non ci prendano in giro temporeggiando o promettendo di studiare strani e complicati meccanismi, come quelli previsti dal decreto legge n. 5/2023 secondo il quale si può intervenire soltanto quando è troppo tardi”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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